La pensione ai superstiti è un importante sostegno economico rivolto al coniuge, ai figli o ai familiari del pensionato o dell’assicurato in caso di decesso.
Nel 2025 la pensione ai superstiti è influenzata da nuovi limiti reddituali, che possono comportare dei tagli dell’assegno. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2025, sono stati rivalutati e adeguati (con un aumento dello 0,8%) al costo della vita.
In questa guida spieghiamo in modo chiaro e dettagliato come funziona, a quanto ammonta, quali sono i requisiti, i limiti di reddito e le novità 2025.
Indice:
COS’È LA PENSIONE SUPERSTITI
La pensione ai superstiti è un trattamento pensionistico riconosciuto in caso di decesso del pensionato (pensione di reversibilità) o dell’assicurato (pensione indiretta) in favore del coniuge, dei figli o dei familiari superstiti. Le pensioni ai superstiti vengono erogate in percentuale rispetto a quanto percepiva il defunto, ossia: 60% al coniuge superstite, 80% al coniuge e un figlio, 100% al coniuge con due o più figli aventi diritto.
Più avanti nel testo andiamo ad approfondire nel dettaglio tutte le casistiche in quanto la percentuale varia in funzione di diversi fattori e può coinvolgere anche altri familiari che non sono coniuge e figli.
La pensione ai superstiti è stata istituita con R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636 (articoli 1 e 13) con effetto dal 1° gennaio 1945. È stata poi modificata dalla Legge 8 agosto 1995, n. 335 e, ogni anno, i suoi importi vengono rivalutati.
REQUISITI
Hanno diritto alla pensione, in quanto superstiti:
- il coniuge o l’unito civilmente. Il coniuge che passa a nuove nozze perde il diritto alla pensione ai superstiti. Lo stesso ha diritto a un assegno per una volta pari a due annualità della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio (c.d. doppia annualità);
- il coniuge separato;
- il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno divorzile, che non sia passato a nuove nozze e che la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Nel caso in cui il dante causa abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal Tribunale;
- i figli ed equiparati:
– i figli minorenni alla data del decesso del dante causa;
– i figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso, indipendentemente dall’età;
– i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, che frequentano scuole o corsi di formazione professionale equiparabili ai corsi scolastici, nei limiti del 21° anno di età;
– i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, che frequentano l’università, nei limiti della durata legale del corso di studi e non oltre il 26 anno di età.
Il superstite viene considerato a carico dell’assicurato o del pensionato deceduto al sussistere delle condizioni di non autosufficienza economica e di mantenimento abituale. Per l’accertamento della vivenza a carico assume particolare rilievo la convivenza o meno del superstite con il defunto. Inoltre:
- i figli studenti hanno diritto alla pensione ai superstiti anche se svolgono una attività lavorativa dalla quale deriva un piccolo reddito. Si considera tale un reddito annuo non superiore a un importo pari al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30%, riparametrato al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa;
- in assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione diretta o indiretta e risultino a carico del lavoratore deceduto;
- in assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione diretta o indiretta, siano a carico del lavoratore deceduto.
Poi, con la sentenza n. 88 del 5 aprile 2022, la Corte Costituzionale ha riconosciuto anche i nipoti maggiorenni orfani riconosciuti inabili al lavoro e viventi a carico degli ascendenti assicurati come destinatari diretti e immediati della pensione ai supersiti, indiretta o di reversibilità.
QUANTO SPETTA NEL 2025
Ai beneficiari della pensione ai superstiti spetta una quota percentuale – variabile dal 60% all’80% o pari al 100% – della pensione versta all’assicurato o al pensionato deceduto, quando era ancora in vita.
In base al grado di parentela del superstite, ci sono delle specifiche aliquote, che nel 2025 sono stabilite nelle seguenti misure:
- al coniuge spetta il 60% della pensione del deceduto;
- in caso di coniuge e un figlio spetta l’80%;
- solo in caso di coniuge e due o più figli spetta il 100% del trattamento pensionistico.
Qualora abbiano diritto alla pensione soltanto i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote di reversibilità sono le seguenti:
- un figlio: 70%;
- due figli: 80%;
- tre o più figli: 100%;
- un genitore: 15%;
- due genitori: 30%;
- un fratello o sorella: 15%;
- due fratelli o sorelle: 30%;
- tre fratelli o sorelle: 45%;
- quattro fratelli o sorelle: 60%;
- cinque fratelli o sorelle: 75%;
- sei fratelli o sorelle: 90%;
- sette o più fratelli o sorelle: 100%.
Gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario (coniuge, genitori fratelli e sorelle) entro dei limiti che vengono definiti ogni anno.
COME SI CALCOLA
Ci sono due modi per calcolare la pensione ai superstiti, a seconda che la persona deceduta fosse già in pensione o stesse ancora lavorando (e maturato i requisiti contributivi necessari, dd es. almeno 15 anni di contributi o 5 anni di contributi, di cui almeno 3 versati nei cinque anni precedenti il decesso).
In entrambi i casi, l’importo della pensione si calcola applicando una percentuale sulla pensione già liquidata o che sarebbe spettata al defunto.
Ecco due esempi pratici per capire meglio come funziona.
ESEMPIO 1: immaginiamo che il defunto ricevesse già una pensione di 2.000 euro al mese. Se questa persona viene a mancare e lascia il coniuge e un figlio, l’INPS non calcola la pensione da zero, ma prende l’assegno che il defunto già percepiva e ne destina una parte ai superstiti. In questo caso, la quota destinata alla famiglia è dell’80% della pensione originale. Questo significa che, ogni mese, arriverà un assegno di 1.600 euro che verrà diviso tra il coniuge e il figlio, secondo le percentuali stabilite dalla legge (in questo caso, il 60% andrà al coniuge e il 20% al figlio). Naturalmente, questo importo potrebbe subire una riduzione se il reddito del coniuge fosse superiore a una certa soglia.
ESEMPIO 2: pensiamo a un lavoratore che non era ancora andato in pensione. Se questa persona viene a mancare, l’INPS calcola la pensione che avrebbe maturato fino a quel momento, come se stesse andando in pensione. Diciamo che, in base ai contributi versati, l’importo teorico della pensione sarebbe di 1.800 euro al mese. A questo punto, l’INPS usa questo valore “teorico” come base per calcolare l’assegno per i superstiti. Anche in questo caso, se i beneficiari sono il coniuge e un figlio, la famiglia riceverà l’80% di quella cifra teorica. Quindi, riceveranno 1.440 euro al mese. Anche qui, l’assegno potrebbe essere ridotto in base al reddito del coniuge.
COME RICHIEDERE LA PENSIONE SUPERSTITI
Gli aventi diritto possono richiedere la pensione ai superstiti attraverso i seguenti canali:
- direttamente dal sito INPS, accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2. Oppure con CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di identità elettronica 3.0) e seguendo la procedura guidata per la presentazione della domanda;
- chiamando il Contact Center INPS Integrato al numero verde 803164 (gratuito da rete fissa). Oppure il numero 06164164 (da rete mobile a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori); in questo caso sarà l’operatore INPS a dare supporto per la presentazione della domanda;
- rivolgendosi agli Istituti di Patronato riconosciuti dalla legge che danno supporto nell’invio della domanda utilizzando i servizi telematici offerti dall’INPS. In sostanza gli operatori del patronato possono presentare domanda per nostro nome e conto.
DA QUANDO SI OTTIENE
La pensione ai superstiti decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso dell’assicurato o del pensionato.
Solitamente, dal momento della presentazione della domanda, INPS impiega circa 30 giorni di tempo per accreditare la pensione ai superstiti. Tuttavia, in alcuni casi i tempi possono allungarsi da 50 a 90 giorni, specie se sono richiesti ulteriori accertamenti o avviati provvedimenti amministrativi.
DURATA PENSIONE
La durata della pensione ai superstiti è variabile. Di fatto, il trattamento continua ad essere erogato fino a quando non decade o non viene revocata in presenza di perdita dei requisiti necessari, come il venir meno dello stato di vedovanza, della dipendenza economica dal defunto o altre condizioni specifiche stabilite dalla legge o dai regolamenti previdenziali.
Nel dettaglio, ecco i casi di perdita della pensione ai superstiti:
- se il coniuge superstite divorziato si risposa;
- se i figli inabili trovano un’occupazione che genera un reddito tale da poter essere considerati autosufficienti;
- se i figli maggiorenni superano l’età limite di 21 anni (o 26 anni nel caso siano studenti universitari) o se interrompono gli studi;
- se i genitori del figlio o superstite beneficiario iniziano a percepire un’altra pensione;
- se i fratelli inabili si sposano, ciò potrebbe comportare la revoca della pensione di reversibilità, a meno che non siano previste eccezioni specifiche.
GUIDA ALLE PENSIONI NEL 2025
Per essere aggiornati su tutte le novità, vi consigliamo di approfondire la nostra guida sulle pensioni nel 2025. Vi segnaliamo anche la riforma pensioni del 2025.
Per approfondire l’argomento, vi consigliamo anche l’articolo che spiega quando si può andare in pensione, con tutti i requisiti specificati. Utile, infine, la guida all’età pensionabile di donne e uomini nel 2025.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Mettiamo a vostra disposizione anche la guida alla pensione di reversibilità, per capire meglio le differenze.
Inoltre, se volete sapere quali sono le novità in arrivo sul tema, vi consigliamo di leggere gli articoli sugli aumenti alle pensioni dal 2026 o sullo stop Quota 103 dal 2026. Tra le altre ipotesi in corso, anche la proposta di introdurre la pensione a 64 anni o Quota 41 flessibile dal 2026.
Utile anche l’articolo sulle pensioni 2026 in aumento.
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