La comunicazione obbligatoria di assunzione rappresenta uno degli adempimenti più importanti per ogni datore di lavoro.
Prima ancora che il dipendente inizi la propria attività, infatti, è necessario trasmettere il modello UNILAV al Centro per l’Impiego attraverso i canali telematici previsti dalla normativa.
Si tratta di un obbligo che interessa la quasi totalità dei rapporti di lavoro subordinato e che assume un ruolo fondamentale sia per la tutela del lavoratore sia per la regolarità dell’assunzione.
Un invio tardivo o la mancata comunicazione possono infatti comportare sanzioni economiche e, nei casi più gravi, far emergere situazioni di lavoro irregolare.
Scopriamola nel dettaglio e vediamo quando deve essere effettuata la comunicazione obbligatoria, chi è tenuto a trasmetterla e quali sono le conseguenze previste nel 2026 in caso di omissione.
COS’È LA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA PER IL LAVORO (UNILAV)
L’UNILAV è il modello telematico attraverso il quale il datore di lavoro comunica agli enti competenti l’instaurazione, la proroga, la trasformazione o la cessazione di un rapporto di lavoro.
La comunicazione ha efficacia plurima, poiché assolve contemporaneamente agli obblighi informativi nei confronti del Centro per l’Impiego, del Ministero del Lavoro, dell’INPS, dell’INAIL e degli altri enti interessati.
L’obiettivo è garantire la tracciabilità dei rapporti di lavoro e contrastare il fenomeno del lavoro sommerso.
QUANDO DEVE ESSERE INVIATA LA COMUNICAZIONE DI ASSUNZIONE
Per le nuove assunzioni la regola è molto chiara: la comunicazione deve essere trasmessa entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio dell’attività lavorativa.
Il rispetto di questa tempistica è fondamentale per evitare l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla legge.
Ciò significa che il lavoratore non può iniziare a prestare servizio senza che il modello UNILAV sia stato regolarmente inviato.
Ad esempio, se l’assunzione decorre dal 15 giugno, il datore di lavoro dovrà effettuare la comunicazione entro le ore 24 del 14 giugno.
ENTRO QUANDO COMUNICARE PROROGA, TRASFORMAZIONE E CESSAZIONE
Non solo le nuove assunzioni richiedono una comunicazione obbligatoria. Anche gli eventi che modificano il rapporto di lavoro devono essere comunicati.
In particolare, vanno comunicati;
- la proroga del contratto a termine;
- la trasformazione del rapporto (ad esempio da tempo determinato a indeterminato);
- il trasferimento o distacco nei casi previsti;
- la cessazione del rapporto di lavoro.
Per questi eventi la comunicazione deve essere effettuata entro cinque giorni dall’evento stesso, salvo discipline particolari previste per specifiche categorie di datori di lavoro.
CHI È OBBLIGATO ALL’INVIO
L’obbligo riguarda tutti i datori di lavoro pubblici e privati che instaurano rapporti di lavoro subordinato.
La trasmissione può essere effettuata direttamente dall’azienda oppure tramite soggetti abilitati, come consulenti del lavoro, associazioni di categoria o altri intermediari autorizzati. Tuttavia, snche se l’invio viene delegato a un professionista, la responsabilità del corretto adempimento resta comunque in capo al datore di lavoro.
COME SI TRASMETTE LA COMUNICAZIONE NEL 2026
La comunicazione viene effettuata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il sistema delle Comunicazioni Obbligatorie regionali (ogni regione, quindi, ha una sua piattaforma di riferimento).
Dal 1° aprile 2026 è stata inoltre introdotta, in via sperimentale e facoltativa, la possibilità di trasmettere e gestire le comunicazioni UNILAV anche tramite la piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), che si affianca ai canali già esistenti senza sostituirli.
COSA SUCCEDE SE NON SI INVIA L’UNILAV
La mancata comunicazione costituisce una violazione amministrativa.
Per ogni lavoratore interessato il datore di lavoro rischia una sanzione amministrativa compresa tra 100 e 500 euro. La stessa sanzione trova applicazione anche in caso di invio tardivo della comunicazione.
L’importo viene calcolato per ciascun lavoratore coinvolto e può quindi diventare particolarmente elevato in presenza di più assunzioni non comunicate.
QUANDO IL RISCHIO È PIÙ GRAVE: IL LAVORO NERO
Le conseguenze possono essere ben più pesanti se il lavoratore viene trovato in servizio senza alcuna comunicazione preventiva. In tali casi, durante un’ispezione, la mancata trasmissione dell’UNILAV può rappresentare uno degli elementi che fanno emergere una situazione di lavoro irregolare o “in nero”, con l’applicazione della cosiddetta maxisanzione per lavoro sommerso e delle ulteriori conseguenze previste dalla normativa vigente.
L’importo della maxisanzione è calcolato per singolo lavoratore irregolare ed è strutturato in tre fasce che dipendono dai giorni di effettivo impiego:
- fino a 30 giorni di lavoro effettivo, da un minimo di 1.950 euro a un massimo di 11.700 euro per lavoratore;
- da 31 a 60 giorni di lavoro effettivo, da un minimo di 3.900 euro a un maximum di 23.400 euro per lavoratore;
- oltre 60 giorni di lavoro effettivo: da un minimo di 7.800 euro a un massimo di 46.800 euro per lavoratore.
COME CORREGGERE UN ERRORE
Il sistema consente di effettuare comunicazioni di rettifica e di annullamento nei casi previsti.
Naturalmente la possibilità di correggere un dato non elimina automaticamente le eventuali responsabilità derivanti da un invio tardivo, soprattutto quando la modifica riguarda elementi essenziali della comunicazione.
Per i datori di lavoro gli obblighi sostanziali non cambiano: resta necessario comunicare preventivamente l’assunzione e rispettare le scadenze previste dalla legge per tutti gli eventi successivi del rapporto di lavoro.
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