Nel 2026 è possibile presentare online sia la domanda di maternità obbligatoria che facoltativa.
La procedura è esclusivamente telematica ma la lavoratrice beneficiaria può scegliere diverse formule.
Vediamo, nel dettaglio, come funziona e cosa cambia.
COME SI FA LA DOMANDA DI MATERNITÀ
Per accedere al congedo di maternità, sia nel caso di maternità obbligatoria che nel caso di facoltativa (ovvero riconosciuta come congedo parentale) è fondamentale presentare domanda all’INPS.
Questo il procedimento da seguire:
1) Prima dell’inizio del periodo di congedo di maternità, la lavoratrice deve far pervenire all’INPS il certificato medico di gravidanza, per il tramite di un medico del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato. In pratica la lavoratrice deve chiedere al proprio medico (di solito ginecologo / ginecologa) di effettuare questo invio telematico. Copia del certificato medico attestante lo stato di gravidanza con indicata la data presunta parto deve essere consegnata al datore di lavoro.,
L’articolo 34 del Dl 69/2013 ha introdotto l’obbligo di trasmissione all’Istituto in via telematica. Tuttavia, trattandosi di un diritto indisponibile l’INPS con un messaggio Hermes diramato il 22 gennaio 2024 ha specificato che il periodo di astensione obbligatoria va riconosciuto e spetta alle stesse condizioni, anche se il medico certificatore non abbia proceduto all’invio del certificato, previsto dalla legge.
2) Poi le lavoratrici devono presentare apposita istanza all’INPS. Per fare la domanda all’INPS di congedo di maternità obbligatoria le lavoratrici devono utilizzare il servizio dedicato online presente sul sito dell’Istituto e accessibile tramite SPID, CIE o CNS. In alternativa, si può fare la domanda tramite:
- Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 da rete mobile;
- enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi; in questo caso sono gli operatori del Patronato che presentano la domanda per nostro nome e conto.
Le lavoratrici devono consegnare al datore di lavoro una copia della ricevuta della domanda di maternità presentata all’INPS. Per le lavoratrici invece per cui è previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS, senza anticipo da parte del datore di lavoro, bisogna semplicemente presentare la domanda all’INPS.
3) A questo punto, la lavoratrice è tenuta a comunicare all’INPS e al datore di lavoro la data di nascita del figlio e le relative generalità entro 30 giorni dal parto. Infatti dopo il parto le lavoratrici devono tornare sul sito web dell’INPS, nella stessa sezione dedicata alla domanda di maternità, per indicare la data del parto e permettere quindi un calcolo preciso dei giorni di maternità. Anche la ricevuta di questa modifica della domanda dovrà essere consegnata poi al datore di lavoro.
QUANTO TEMPO PRIMA VA FATTA LA DOMANDA DI MATERNITÀ
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COME SI FA A FARE LA DOMANDA DI MATERNITÀ
La domanda di maternità deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di congedo e, in ogni caso, non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile.
Tuttavia, per una corretta gestione della pratica, è fondamentale distinguere tra la trasmissione del certificato medico e l’invio della domanda vera e propria. Infatti:
- intorno alla 28° settimana di gravidanza (7° mese), il medico del SSN (o convenzionato) deve inviare telematicamente all’INPS il certificato di gravidanza che indica la data presunta del parto. Senza questo protocollo, la procedura di domanda online risulterà bloccata;
- entro la fine del 7° o entro l’8° mese di gravidanza, si può procedere con l’invio vero e proprio della richiesta di maternità all’INPS, così da poter ricevere l’indennità spettante. Si consiglia di inoltrare la domanda online due mesi prima della data presunta del parto (se si sceglie la formula 2+3) o un mese prima (se si sceglie la flessibilità 1+4). L’invio preventivo garantisce la continuità del pagamento del salario o dell’indennità;
- almeno 15 giorni prima del parto, oltre la domanda INPS, è necessario consegnare al datore di lavoro una copia della ricevuta di invio della domanda o comunicare il numero di protocollo;
- dopo il parto (entro 30 giorni dalla nascita), è obbligatorio comunicare all’INPS la data effettiva di nascita e il codice fiscale del bambino per aggiornare la durata del congedo e sbloccare i pagamenti della parte post-partum.
DOCUMENTAZIONE NECESSARIA
Per completare la domanda online sono necessari:
- protocollo telematico del certificato di gravidanza inviato dal medico;
- dati del datore di lavoro e del contratto;
- IBAN per l’accredito dell’indennità (se pagata direttamente dall’INPS e non anticipata in busta paga dal datore).
MODALITÀ DI FRUIZIONE
Nel 2026, la lavoratrice ha la possibilità di distribuire i 5 mesi di congedo obbligatorio secondo diverse modalità, a seconda delle proprie condizioni di salute e della tipologia di mansione svolta.
La formula standard prevede l’astensione dal lavoro 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo la nascita. Tuttavia, c’è la possibilità di posticipare l’inizio del congedo a un mese prima dell’evento, recuperando la differenza nel periodo successivo alla nascita, che diventa così di 4 mesi. Per questa opzione è necessaria una certificazione medica che attesti l’assenza di rischi per la salute.
Infine, c’è la fruizione posticipata, che permette di lavorare fino al nono mese compiuto, usufruendo di tutti i 5 mesi dopo il parto. Ma anche questa scelta richiede un’autorizzazione medica specifica rilasciata nel corso del settimo mese di gravidanza.
Ci sono inoltre delle eccezioni, ovvero:
- per le nascite premature, i giorni di astensione non goduti prima del parto si aggiungono comunque al periodo di congedo post-partum, garantendo sempre il totale complessivo di cinque mesi di indennità;
- in caso di maternità a rischio, il periodo di congedo non ha una durata prestabilita di 5 mesi, ma copre l’intero periodo necessario fino all’inizio della maternità obbligatoria;
- per la maternità facoltativa, utilizzabile dopo la fine della maternità obbligatoria e fino ai 12 anni di vita del bambino, complessivamente, i due genitori non possono superare i 10 mesi (elevabili a 11 se il padre ne usa almeno 3) e la madre può usarne al massimo 6. Può essere fruito in un unico blocco, a mesi, a giorni o addirittura ad ore, previo preavviso al datore di lavoro (solitamente 5 o 15 giorni a seconda del CCNL).
QUANTO SPETTA
L’indennità economica per il congedo di maternità nel 2026 è calcolata sulla base della retribuzione media globale giornaliera e copre l’80% della retribuzione media globale giornaliera. Tuttavia, molti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) obbligano il datore di lavoro a integrare la quota restante per garantire alla lavoratrice il 100% dello stipendio.
Lo stesso spetta in caso di maternità per gravidanza a rischio, mentre per la maternità facoltativa:
- i primi tre mesi sono indennizzati all’80% della retribuzione;
- dal quarto al nono mese l’indennità scende alla misura ordinaria del 30% della retribuzione;
- per i mesi residui (fino all’undicesimo) non è prevista alcuna indennità economica, a meno che il reddito individuale del genitore richiedente non sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione
Le lavoratrici iscritti alla gestione separata, per avere diritto all’indennità, è necessario aver versato almeno un mese di contributi nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo
TERMINI DI DECADENZA E PRESCRIZIONE
Il diritto all’indennità si prescrive in un anno. Il termine decorre dal giorno successivo alla fine del periodo di congedo obbligatorio.
Se la domanda viene presentata dopo l’inizio del congedo ma entro l’anno, l’INPS pagherà solo i giorni successivi alla data di presentazione, a meno che non si dimostri che l’astensione dal lavoro è avvenuta regolarmente sin dall’inizio.
Se la gravidanza è dichiarata “a rischio” dall’ASL o dall’Ispettorato del Lavoro, la domanda va presentata immediatamente dopo la ricezione del provvedimento medico per coprire il periodo di assenza forzata dal lavoro.
GUIDA ALLA MATERNITÀ
Per conoscere nel dettaglio quali sono i periodi indennizzati dall’INPS e quali i diritti della lavoratrice, vi consigliamo di leggere le nostre guide su:
- maternità obbligatoria;
- domanda di maternità a rischio;
- assegno di maternità dei Comuni;
- assegno di maternità dello Stato.
ALTRI APPROFONDIMENTI E GUIDE UTILI
Vi consigliamo poi approfondire come funzionano il congedo parentale e il congedo di paternità;, così da capirne meglio le differenze.
Mettiamo a vostra disposizione inoltre la guida sull’assegno unico e universale figli e quella sul bonus nido.
Infine, potrebbe interessarvi sapere come richiedere la Carta Nuovi Nati nel 2026.
Per conoscere altri aiuti e agevolazioni disponibili per famiglie e lavoratori potete invece visitare la nostra sezione dedicata agli aiuti alle persone.
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