Esonero contributivo parità di genere: come presentare domanda entro il 31 Dicembre 2025

Cos’è l’esonero contributivo per la parità di genere, a chi spetta, come funziona e come richiederlo

parità di genere

Fino al 31 Dicembre 2025 è possibile richiedere la certificazione per la parità di genere e ottenere l’esonero contributivo per l’anno in corso.

Si tratta di uno sgravio dell’100% sul versamento dei contributi complessivi riconosciuto fino a un valore massimo di 50.000 euro ai datori di lavoro privati che ogni anno promuovono la parità tra uomini e donne nel lavoro e ottengono la certificazione nell’anno precedente.

In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio a chi spetta, come funziona, a quanto ammonta e come ottenerlo.

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COS’È L’ESONERO CONTRIBUTIVO PARITÀ DI GENERE

L’esonero contributivo per la parità di genere è uno sgravio dell’100% del versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

Lo sgravio è concesso solo alle aziende private e altri Enti che abbiano ottenuto la certificazione per la parità di genere, secondo quanto previsto dalla Legge sulla parità salariale che ha istituito questa stessa agevolazione.

L’esonero è gestito dall’INPS, in collaborazione con il Ministero del Lavoro, con l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (INAPP) e con il Dipartimento per le Pari Opportunità che ne assicura la coerenza rispetto al Piano strategico nazionale per la parità di genere.

Le istruzioni operative sono state rese note dall’INPS con messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025.

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QUANDO E CHI PUÒ RICHIEDERE L’ESONERO

I datori di lavoro possono presentare domanda per ottenere la certificazione per la parità di genere fino al 31 Dicembre 2025. Se ha già presentato domanda nelle campagne precedenti (2022, 2023 o 2024) ed è stata ammessa non deve ripresentare la richiesta, poiché il beneficio è riconosciuto automaticamente per tutti i 36 mesi di validità della certificazione. Quindi:

  • l’azienda deve fare tutto l’iter burocratico e ottenere fisicamente il certificato di parità di genere entro il 31 dicembre per poter usufruire dello sgravio contributivo. Se il certificato viene rilasciato anche solo il 1° gennaio 2026, non rientra in questa finestra;

  • dal momento in cui si ha il certificato, fino al 30 aprile 2026 il datore di lavoro può entrare sul portale dell’INPS e avviare l’iter per richiedere il bonus;

  • dopo il 30 aprile 2026, l’INPS chiude i termini, “tira le somme” di tutte le domande ricevute e verifica se i 50 milioni di euro stanziati bastano per tutti o se deve tagliare le quote (il famoso “riparto proporzionale”).

La certificazione deve essere rilasciata da Organismi di valutazione accreditati e deve riportare obbligatoriamente il marchio UNI e quello dell’Ente di accreditamento.

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COME RICHIEDERE L’ESONERO

Per ottenere l’esonero contributivo, i datori di lavoro possono presentare domanda, anche tramite rappresentante legale/delegato o un consulente del lavoro, accedendo al portale delle agevolazioni INPS (ex DiResCo), da questa pagina. Una volta effettuato l’accesso con CNS, SPIDCIE, bisogna cliccare su Modulo “SGRAVIO PAR_GEN” e selezionare anno 2025.

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COME FUNZIONA LO SGRAVIO CONTRIBUTIVO PARITÀ DI GENERE

L’esonero contributivo parità di genere viene riconosciuto sotto forma di sgravio dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro avente diritto.

Tali datori di lavoro possono fruire del beneficio, parametrato su base mensile, in relazione alle mensilità di validità della certificazione della parità di genere. Cioè, solo nei mesi in cui l’hanno ottenuta e per l’intera durata della sua validità.

Inoltre:

  • l’INPS concede l’esonero in subordine al rispetto della regolarità contributiva e all’assenza di provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi adottati dall’Ispettorato nazionale del lavoro;

  • l’Istituto, nel Messaggio n. 4479 del 30-12-2024, ha ricordato anche che ai sensi dell’articolo 46 del Codice per le pari opportunità tra uomo e donna, le aziende pubbliche e private che occupano oltre 50 dipendenti sono tenute ogni due anni a redigere un rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile. Se una di queste aziende ha diritto all’esonero e non consegna il rapporto entro 12 mesi dalla scadenza dei termini, potrebbe perdere il bonus. Inoltre, andrà anche incontro alle sanzioni già previste dal Codice;

  • in caso di revoca della certificazione le imprese interessate sono tenute a darne tempestiva comunicazione all’INPS e al Dipartimento per le pari opportunità.

A QUANTO AMMONTA

L’esonero contributivo parità di genere è pari a uno sgravio nella misura dell’100% del versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fermo restando il limite massimo di 50.000 euro annui (ricalcolati su base mensile).

Può essere fruito dai datori di lavoro solo in relazione alle mensilità di validità della certificazione della parità di genere conseguita entro il 31 Dicembre 2024. La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile è, pertanto, pari a 4.166,66 euro al mese (50.000 euro / 12 mensilità).

Poiché esiste un limite di spesa complessivo (50 milioni di euro), se le richieste superano i fondi disponibili, l’esonero verrà ridotto proporzionalmente per tutti i beneficiari (“accolta parziale”).

CONTROLLI E SANZIONI

Le domande saranno verificate dall’INPS sulla base delle informazioni fornite e sono ammesse con riferimento all’intero periodo di validità della certificazione di parità di genere.

I datori di lavoro che hanno beneficiato indebitamente dell’esonero contributivo sono tenuti al versamento dei contributi dovuti, nonché al pagamento delle sanzioni previste dalle vigenti disposizioni di legge in materia. Resta salva l’eventuale responsabilità penale, ove il fatto costituisca reato.

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RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

LA GUIDA ALLA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE

Se volete sapere quali sono i vantaggi della certificazione della parità di genere, potete leggere la nostra guida in cui vi spieghiamo cos’è, a chi si rivolge, come funziona e a quali premialità dà diritto. Oltre all’esonero contributivo, infatti, le aziende interessate possono avere diritto ai contributi per la certificazione per la parità di genere, grazie a bandi rinnovati di anno in anno.

ALTRI BONUS E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di leggere l’elenco con tutti gli incentivi alle assunzioni attivi in Italia e il report che fa luce su quali sono i settori e le professioni in cui il tasso di disparità uomo-donna è sopra la media.

Vi consigliamo anche la nostra guida sugli incentivi assunzioni neo mamme o l’articolo sulla parità di genere nei concorsi pubblici. Mettiamo a vostra disposizione anche la guida aggiornata su tutti i bonus 2026. Utile anche la guida su tutti i contributi a fondo perduto che si possono richiedere nel 2025. Potrebbe interessarvi poi, l’elenco dei principali incubatori e acceleratori per startup in Italia.

Per conoscere tutte le altre forme di agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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