L’età pensionabile in Italia è tra le più alte in Europa: chi rischia di andare in pensione a 71 anni

Il Italia l’età di accesso alla pensione è tra le più alte in Europa, e i 67 anni (nel 2025) per l’uscita dal lavoro rischiano di diventare 71

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In Italia l’età pensionabile è già tra le più alte d’Europa: 67 anni. Ma non è destinata a rimanere tale.

Se non cambierà nulla, infatti, questo limite potrà salire fino a 71 anni entro il 2060, a causa del meccanismo automatico di adeguamento all’aspettativa di vita.

Un dato che fa discutere e che è stato portato all’attenzione da parte dei sindacati, in particolare della Uil, che ha rilanciato la richiesta di aprire subito un confronto con il Governo per rendere il sistema previdenziale più flessibile e sostenibile anche socialmente.

In questo articolo spieghiamo chi rischia di andare in pensione a 71 anni e quali sono le proposte avanzate per affrontare il problema dell’età elevata per andare in pensione in Italia.

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L’ANALISI SULL’ETÀ PENSIOBABILE IN ITALIA RISPETTO ALL’EUROPA

Secondo una recente analisi della Uil – a cura del Servizio Stato sociale, Politiche economiche e fiscali – l’Italia è tra i Paesi dell’Unione Europea con l’età di pensionamento più elevata, insieme a Grecia, Paesi Bassi e Danimarca.

Non solo: l’attuale soglia dei 67 anni per la pensione di vecchiaia, che esclude quindi le forme di pensionamento anticipato e pensionamento flessibile, è vincolata all’aumento dell’aspettativa di vita e rischia quindi di crescere ulteriormente, arrivando a 71 anni entro il 2060.

Una prospettiva definita “socialmente insostenibile” dai sindacati, che chiedono di rivedere i meccanismi automatici e soprattutto di introdurre nuove forme di pensionamento anticipato.

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CHI RISCHIA DI ANDARE IN PENSIONE A 71 ANNI

Secondo Uil, in Italia rischia di andare in pensione a 71 anni chi oggi ha tra i 20 e i 30 anni e ha iniziato a lavorare da poco o inizierà a breve, soprattutto se con carriere intermittenti o precarie, e non ha i requisiti minimi per l’accesso a una qualsivoglia forma di pensione anticipata.

Quindi, il sistema, così com’è strutturato, costringerebbe chi è nel pieno della carriera adesso a lavorare fino a 71 anni per accedere alla pensione di vecchiaia.

Ricordiamo infatti che, secondo i meccanismi attuali, l’età pensionabile in Italia è legata all’aspettativa di vita: ogni aumento della speranza di vita fa slittare in avanti l’età minima per la pensione. Quella dei 71 anni nel al 2060, pertanto, è una proiezione che indica che l’età potrebbe salire ancora senza interventi da parte del Governo (già in passato, c’è da dire, che tale meccanismo è stato bloccato).

Al momento, però, l’Esecutivo non si è ancora espresso al riguardo, ma se dovessero esserci novità vi faremo sapere. Per restare aggiornati, consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

Al contrario, secondo lo studio della Uil, l’Italia si appresta ad aumentare ulteriormente i requisiti di vecchiaia (tre mesi in più già nel 2027, altri due nel 2029), mentre altre nazioni adottano logiche più gradualiste e flessibili.

Vediamo, allora, quali sono le proposte avanzate.

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PENSIONE A 62 ANNI E ALTRE PROPOSTE AVANZATE

Per la Uil, per superare questo problema le soluzioni – condivise anche da Cgil e Cisl – sono:

  • rendere possibile la pensione a partire dai 62 anni, senza penalizzazioni, riconoscendo in modo concreto la gravosità di alcune professioni e tenendo conto della condizione delle donne e dei giovani;

  • il ripristino di Opzione Donna con i requisiti precedenti, ovvero con età fissata a 58 anni e senza limitazioni discriminanti;

  • l’introduzione di una misura che consenta alle lavoratrici madri di anticipare la pensione di 12 mesi per ogni figlio, come forma di riconoscimento del ruolo sociale e del carico di cura.

Secondo Uil, il Governo Meloni – nonostante le promesse di superare la legge Fornero – ha invece irrigidito ulteriormente l’accesso alla pensione anticipata. I dati INPS parlano chiaro: nel 2024, le pensioni anticipate sono calate del 15,7% rispetto al 2023. Ancora più eclatante il caso di Opzione Donna, la misura che consentiva alle lavoratrici di andare in pensione prima accettando un assegno ridotto. Le domande accolte sono crollate del 70,92% nel 2024 e il 2025 si preannuncia anche peggiore, a causa dei criteri di accesso ristretti e delle nuove limitazioni introdotte.

Per questo motivo, secondo il sindacato, le misure attuali non offrono vie d’uscita dignitose, soprattutto a chi svolge mansioni gravose, è precario o ha iniziato a lavorare molto giovane.

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REPORT UIL ETÀ PENSIONABILE IN ITALIA

Mettiamo a vostra disposizione il testo integrale (Pdf 253 Kb) dell’analisi UIL con i dati e le proiezioni sull’età pensionabile in Italia, che dimostrano che si tratta della più alta in Europa.

GUIDA ALLE PENSIONI 2025

Per approfondire l’argomento, mettiamo a vostra disposizione la guida sulle pensione nel 2026 e la riforma pensioni 2025, con tutte le novità e le misure previste.

Potrebbe inoltre interessarvi sapere quando si può andare in pensione, con tutti i requisiti e come potrebbe cambiare l’età pensionabile nel 2027.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di consultare anche la nostra guida su come funziona la rivalutazione pensioni. Utile anche l’articolo sull’aumento pensioni con l’inflazione e quello sull’aumento delle pensioni nel 2026.

Interessante anche il report su come l’età pensionabile in Italia, che è già più alta d’Europa sia destinata ancora a salire e l’articolo sull’aumento dell’età pensionabile nel 2027.

Per conoscere tutte le novità per i pensionati, vi invitiamo a visitare questa sezione.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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