Anche nel 2025 è possibile ricevere il rimborso 730 direttamente in busta paga.
È un procedimento, questo, che vale per i lavoratori dipendenti, ovvero coloro che sono assunti con contratto di lavoro subordinato, sia determinato che indeterminato. Quando arriva (anche se spesso è in ritardo), è perciò possibile vedere il rimborso in busta paga.
Vediamo in questo articolo chiaro e dettagliato come avviene il rimborso direttamente in busta paga nel 2025.
Indice:
QUANDO SI RICEVE IN BUSTA PAGA IL RIMBORSO 730
Quando il lavoratore dipendente vanta un credito che emerge dalla dichiarazione dei redditi (modello 730), la cifra corrispondente alla somma dovuta dal Fisco viene erogata dal datore di lavoro in busta paga il mese successivo a quello della presentazione del 730, oppure alla prima mensilità utile.
Bisogna sottolineare la cifra viene corrisposta fino a capienza IRPEF azienda, ciò significa che nel caso non sia possibile rimborsare l’intero importo in una sola busta paga, il resto verrà rimborsato nei cedolini successivi.
Ricordiamo, poi, che sono due i mesi di attesa previsti per i pensionati.
COME FUNZIONA
Il meccanismo di rimborso molto semplice, e riguarda principalmente i lavoratori dipendenti.
Nel dettaglio: chi l’anno scorso ha lavorato come lavoratore dipendente, ovvero con contratto a tempo determinato o indeterminato, può presentare il modello 730 del 2025 per usufruire delle detrazioni e deduzioni spettanti. Per sapere quali sono, vi consigliamo la lettura della nostra guida sui bonus modello 730 2025 attivi.
Ora, a seconda di quella che è la condizione del soggetto, quest’ultimo potrebbe essere in debito con l’Agenzia delle Entrate oppure vantare un credito nei confronti dell’Erario. Ebbene, a tal proposito, va specificato che gli eventuali accrediti (o addebiti) sul cedolino paga vengono effettuati automaticamente dal datore di lavoro.
Pertanto, sarà l’azienda – che opera come sostituto di imposta – a versare la somma aggiuntiva direttamente in busta paga al dipendente che vanta un credito.
Bisogna precisare inoltre che, sia per il modello 730 precompilato 2025 che per quello ordinario, se emerge un debito, la conseguente trattenuta avviene nelle stesse modalità. Quindi il datore di lavoro trattiene l’importo sottraendolo da quanto dovuto in termini di stipendio in busta paga.
Può capitare infatti che – dopo aver presentato il modello 730 – il lavoratore sia in debito col Fisco, pertanto in busta paga invece di somme aggiuntive si ritroverà delle trattenute. Situazione diversa, infine, quando non ci sono né crediti né debiti: in questo caso la dichiarazione dei redditi si definisce neutra, ovvero a saldo zero, per cui non saranno necessari né versamenti né trattenute.
COME RICHIEDERLO
Se dalla dichiarazione dei redditi (modello Redditi) emerge un credito, si può scegliere, nel quadro RX, se chiedere il rimborso o utilizzarlo in compensazione per il pagamento di altri tributi. I lavoratori dipendenti e i pensionati possono ricevere il rimborso direttamente dal datore di lavoro con la busta paga o dall’ente pensionistico con la pensione.
Per tutti gli altri casi che non rientrano in quelli sopra citati (per esempio se, per errore, è stato duplicato un versamento), è possibile presentare apposita istanza all’ufficio competente in base al proprio domicilio fiscale. Se, invece, riguarda le imposte connesse alla registrazione di atti, devi indirizzarla all’ufficio in cui è stato registrato l’atto.
A CHI SPETTANO I RIMBORSI
Per ricevere i rimborsi, conseguenti al riconoscimento di bonus o detrazioni, bisogna essere prima di tutto titolari di un rapporto di lavoro subordinato. Una volta presentata la dichiarazione dei redditi, infatti, il lavoratore che vanta un credito nei confronti del Fisco italiano può ricevere quanto gli spetta direttamente nel cedolino, come aggiunta sugli importi già indicati in busta paga.
Solo chi è assunto con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato, però, lo percepisce busta paga. Quindi è per questa categoria di lavoratori che scatta il rimborso diretto.
Attenzione, questo non vuol dire che i lavoratori autonomi o i percettori di redditi d’impresa non hanno diritto ad alcun rimborso o detrazione, solo che potranno ottenerla utilizzando il Modello Redditi PF (ex Unico).
DOVE VEDERE IL RIMBORSO IN BUSTA PAGA
I lavoratori dipendenti possono vedere lo status del rimborso 730, quindi verificare se vantano un credito nei confronti del Fisco e monitorare l’eventuale accredito, direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, alla voce “Rimborsi da dichiarazione”, accedendo al Cassetto Fiscale da questa pagina.
Si può utilizzare il servizio previa autenticazione con SPID, CIE, CNS o credenziali Entratel.
CALENDARIO RIMBORSI 730 NEL 2025
I rimborsi 730 del 2025 spettanti e emersi, in linea generale, vengono erogati nei mesi successivi a quello della presentazione della dichiarazione. Ovvero, per chi ha presentato il modello 730 entro il 31 Maggio 2025, il rimborso arriverà entro il 15 Giugno. E poi:
- entro il 29 Giugno per chi lo presenta tra il 1° e il 20 Giugno;
- entro il 23 Luglio se l’invio avviene tra il 21 Giugno e il 15 Luglio;
- entro il 15 Settembre per i modelli trasmessi dal 16 Luglio al 31 Agosto;
- entro il 30 Settembre per quelli consegnati nell’ultimo mese utile.
MODELLO 730 PER DIPENDENTI: QUANDO É OBBLIGATORIO E QUANDO NON LO É
I lavoratori dipendenti sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi con modello 730 quando hanno percepito la retribuzione da più di un sostituto d’imposta (ossia da più di un datore di lavoro) e che di conseguenza hanno ricevuto più di una CU (certificazione).
I lavoratori dipendenti possono evitare di presentare la dichiarazione dei redditi con modello 730 quando hanno percepito redditi da un solo datore di lavoro e quindi hanno ricevuto una sola CU (certificazione).
Esistono casi in cui, pur non essendo obbligati a presentare il modello 730, è conveniente presentarlo. È consigliabile presentare la dichiarazione dei redditi con modello 730 quando si ha l’opportunità di recuperare un credito in quanto sono state sostenute spese detraibili o deducibili (spese sanitarie, interessi passivi del mutuo, bonus casa ecc.). Per verificare se conviene vi invitiamo a leggere l’approfondimento su tutte le detrazioni e guida sui bonus modello 730 2025.
GUIDA ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI
Se volete saperne di più, mettiamo a vostra disposizione la guida al modello 730 precompilato del 2025. Per approfondire e capire meglio le differenze, vi consigliamo di leggere inoltre la nostra guida al modello 730 2025 ordinario. A vostra disposizione anche tutte le altre detrazioni che si possono richiedere in sede di dichiarazione dei redditi:
- Detrazioni spese veterinarie.
- Detrazioni spese condominiali.
- Detrazioni figli a carico.
- Detrazioni spese scolastiche.
- Detrazioni affitto 730.
- Detrazioni spese universitarie.
- Detrazioni da lavoro dipendente.
- Detrazione contributi per il riscatto della pensione.
- Detrazioni spese mutuo.
- Detrazioni spese asilo nido.
- Detrazioni spese mediche e sanitarie.
- Detrazione attività sportive.
- Detrazioni spese condominiali nel 730 2025.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Vi informiamo che ci sono anche diverse novità per le detrazioni fiscali valide dal 2025, dunque attivabili nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno. A vostra disposizione anche la guida che vi spiega cosa fare se il rimborso 730 risulta bloccato.
La Legge di Bilancio 2025 ha, infatti, introdotto una revisione delle detrazioni fiscali nella cosiddetta riforma fiscale. Il testo ha previsto un taglio mirato per i redditi più alti, mentre nuove soglie agevolano le famiglie con figli, come spieghiamo in questa guida.
Utile anche la guida sull’esonero dal versamento dell’acconto IRPEF e quella che spiega come funziona il rimborso IRPEF nel 2025.
Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.
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