Carta risparmio spesa 2023 per famiglie con redditi bassi: cos’è e come funziona

Tutti i dettagli sulla Carta risparmio spesa che il Governo intende introdurre dal 2023 per sostenere le famiglie contro il caro prezzi

spesa, supermercato

Tra le misure proposte dal nuovo Governo arriva la “Carta risparmio spesa” per famiglie con redditi non superiori a 15.000 euro.

L’intervento è stato inserito nel testo preliminare della Legge di Bilancio 2023. Erogata dai Comuni, questa card – se confermata con l’approvazione definitiva della Manovra ad opera del Parlamento – dovrebbe aiutare le famiglie italiane a fronteggiare il caro vita.

In questa guida vi spieghiamo cos’è, come funziona e a chi spetta la nuova Carta risparmio spesa 2023, in base alle anticipazioni sul testo preliminare della Legge di Bilancio 2023.

COS’È LA CARTA RISPARMIO SPESA 2023

La carta risparmio spesa consiste in una sorta di “blocchetto di buoni spesa” che i Comuni erogheranno alle famiglie con un reddito non superiore a 15.000 euro, da utilizzare solo per acquistare i beni di prima necessità, specie quelli alimentari. Saranno validi mediante un sistema abilitante.

Inserita nel testo bollinato della Manovra 2023 arrivata in Parlamento in 29 novembre 2022, la “Carta risparmio spesa 2023” è una misura rivolta quindi solo alle famiglie in difficoltà, stando alle prime anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2023. Per l’operatività di questa card l’Esecutivo ha già stanziato un fondo di 500 milioni di euro.

A CHI SPETTA

La carta risparmio spesa 2023 sarà erogata alle famiglie con un reddito non superiore a 15.000 euro. Secondo gli ultimi dati forniti dal MEF, a dichiarare tra 0 e 15.000 euro in Italia nel 2020 sono stati 17,2 milioni di contribuenti. E ancora, complessivamente nel Paese quasi metà dei contribuenti del 2019 ha avuto un reddito inferiore ai 20.000 euro.

COME FUNZIONA LA CARTA RISPARMIO SPESA 2023

Già nella prima stesura della Legge di Bilancio 2023, l’Esecutivo ha messo in chiaro che la carta risparmio spesa verrà erogata attraverso la rete dei Comuni e i buoni spesa potranno essere utilizzati presso gli esercizi commerciali che aderiranno all’iniziativa, ad esempio i supermercati e ipermercati. La carta sarà fruita mediante l’utilizzo di un apposito sistema abilitante, su cui un apposito Decreto del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, insieme a quello delle finanze, chiarirà i dettagli.

Il Premier, nel corso della conferenza post Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2022, ha anche lanciato un appello ai produttori e ai distributori di generi di prima necessità, per aiutare il Governo a calmierare i prezzi di tali beni in favore delle persone in difficoltà.

QUALI SONO I BENI ACQUISTABILI

Con il nuovo bonus spesa 2023 il Governo ha deciso che solo alcuni acquisti saranno agevolati. Il Premier Meloni ha fatto sapere che il Governo, con apposito Decreto, definirà quali sono gli alimenti che si potranno acquistare con i buoni spesa e utilizzerà i 500 milioni di euro stanziati per abbassare il prezzo solo di quei beni. Ancora non è noto quali sono questi beni, ma probabilmente si tratterà dei prodotti di prima necessità. Su quali saranno questi alimenti o prodotti vi terremo aggiornati.

A QUANTO AMMONTA LA CARTA RISPARMIO SPESA

Non è stato ancora chiarito dal Governo a quanto ammonterà per ogni singolo beneficiario la carta risparmio spesa 2023. Per questo nuovo format dei buoni spesa in vigore dal 2023, l’Esecutivo ha stanziato 500 milioni di euro. Per conoscere le regole di assegnazione e i criteri di funzionamento della card spesa 2023 bisogna quindi attendere l’ok definitivo della Legge di Bilancio entro il 31 dicembre 2022 e poi, la pubblicazione del relativo regolamento con apposito Decreto attuativo. Vi aggiorneremo.

SÌ ALLA CARTA RISPARMIO SPESA E NO ALL’AZZERAMENTO DELL’IVA PER PANE PASTA E LATTE

La carta risparmio spesa va a sostituire una misura di tenore simile, l’azzeramento dell’IVA per pane, pasta e il latte, inizialmente annunciata ma che è stata poi depennata e criticata fortemente dai consumatori perché poco utile dal punto di vista pratico. Confermata, invece, la riduzione dell’Iva dal 10 al 5% per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile. Si ricorda, tuttavia, che per l’ufficialità dell’intervento bisognerà comunque attendere la revisione e l’ok in Parlamento che dovrà intervenire entro il 31 dicembre 2022.

TESTO PRELIMINARE DELLA LEGGE DI BILANCIO 2023

Vi consigliamo di leggere anche il nostro approfondimento per conoscere quali sono le altre misure per famiglie, imprese, giovani, donne e lavoratori inserite nel testo preliminare della Legge di Bilancio 2023 approdato in Parlamento il 29 novembre 2022.

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