Confermate le date di pagamento dell’Assegno Unico di Novembre: l’accredito arriverà giovedì 19 e venerdì 20 Novembre 2026.
A ricevere il sussidio saranno per primi i nuclei familiari con prestazioni in corso di godimento che non hanno subito variazioni, mentre per chi ha presentato una nuova domanda o ha comunicato modifiche il versamento potrebbe slittare e l’accredito potrebbe arrivare in date differenti.
In questa guida vi illustriamo il calendario dei pagamenti di Novembre, quali sono gli importi e le novità.
DATE PAGAMENTO ASSEGNO UNICO NOVEMBRE 2026, PER CHI SLITTA
L’Assegno unico universale figli di Novembre per chi non ha subito variazioni alle condizioni familiari sarà pagato in due giornate:
- giovedì 19 Novembre 2026;
- venerdì 20 Novembre 2026.
Le due giornate sono quelle fissate dal calendario dei pagamenti 2026 pubblicato dall’INPS con il messaggio 24 dicembre 2025, n. 3931, valido per le prestazioni in corso di godimento che non hanno subito variazioni. Rispetto a Ottobre (21 e 22) gli accrediti cadranno quindi un paio di giorni prima nel mese. L’accredito resta comunque subordinato alla conferma dei requisiti da parte dell’Istituto.
Il calendario ordinario del 19 e 20 novembre potrebbe invece non essere rispettato per chi, a ottobre 2026, si trova in una delle seguenti situazioni:
- ha presentato una nuova domanda, infatti in caso di nuova richiesta il primo pagamento non segue il calendario ordinario e l’INPS liquida la prima rata nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda;
- ha comunicato variazioni al nucleo familiare che incidono sull’importo, come la nascita o il raggiungimento della maggiore età di un figlio, la condizione di disabilità sopravvenuta in capo a un componente del nucleo familiare o modifiche alle modalità di ripartizione tra i genitori. Tutte queste nuove informazioni richiedono una verifica da parte dell’INPS, che quindi si prende più tempo prima del versamento. Non sarà così però sempre, perché nei mesi a seguire si dovrà tenere conto poi del calendario ordinario.
Può rientrare in questa casistica anche chi ha aggiornato l’ISEE o modificato le coordinate di pagamento nel corso del mese precedente.
Anche le rate dell’Assegno Unico interessate da conguagli a credito o a debito seguono, di norma, la finestra di pagamento prevista per le prime erogazioni, ossia l’ultima settimana del mese. È quanto precisato dall’INPS nel messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025.
L’INPS infatti effettua spesso ricalcoli basati sulle somme erogate durante l’anno e se risulta che i beneficiari hanno ricevuto di più o meno nei mesi precedenti, l’accredito della rata corretta (comprensiva delle somme a credito o decurtata di quelle a debito) può arrivare in ritardo rispetto al calendario ordinario, per permettere all’Istituto di effettuare le opportune verifiche.
Chi ha presentato la domanda solo di recente non deve quindi fare riferimento al calendario ordinario dei rinnovi: per la prima rata valgono le regole dei primi pagamenti, con accredito nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione.
L’INPS non comunica in anticipo una data precisa per ciascun pagamento effettuato al di fuori del calendario ordinario. Per le prime rate e i conguagli, l’accredito è previsto di norma nell’ultima settimana del mese successivo alla domanda, nel caso delle prime rate. Chi non riceve l’Assegno Unico il 19 o 20 novembre può verificare la data effettiva del versamento attraverso i servizi online dell’INPS.
QUAL È L’IMPORTO
Gli importi dell’Assegno Unico del 2026 sono stati adeguati al costo della vita e, tenendo conto del nuovo indice dei prezzi ISTAT, rivalutati dell’1,4% come stabilito dalla circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026. Questo significa che le famiglie riceveranno cifre leggermente più alte rispetto allo scorso anno.
Quanto spetta dipende dalla situazione reddituale, da come è composto il nucleo familiare e dalla presenza o meno di figli minori e/o con disabilità a carico.
In generale:
- per un figlio minorenne, la cifra oscilla tra un massimo di circa 203,80 euro al mese (per chi ha un ISEE fino a 17.468,51 euro) e un minimo di 58,30 euro al mese, che spetta a chi supera la soglia ISEE di 46.582,71 euro o non presenta affatto la Dichiarazione Sostitutiva Unica;
- per i figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni, in possesso di almeno uno dei requisiti previsti dalla normativa, l’importo base varia da 29,10 a 99,10 euro mensili.
Si tratta degli importi base, ai quali possono aggiungersi le maggiorazioni previste per le situazioni particolari, anch’esse rivalutate dell’1,4%: quelle per i figli con disabilità, che vanno da 99,10 euro per la disabilità media a 122,30 euro per i figli non autosufficienti, quelle per le famiglie numerose, per le madri di età inferiore a 21 anni e per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano.
Per conoscere la cifra esatta, l’INPS mette a disposizione il Fascicolo Previdenziale del Cittadino. Accedendo con SPID, CIE o CNS sul portale – da questa pagina – si può consultare nel dettaglio ogni mensilità spettante. Sul sito è inoltre presente un simulatore che permette di inserire l’ISEE e la composizione del nucleo per ottenere una stima dell’importo.
COSA CAMBIA
È importante sottolineare che l’assegno viene erogato basandosi sul nuovo ISEE 2026.
Per ricevere da marzo 2026 l’importo calcolato sulla base della propria situazione economica era necessario disporre di un ISEE 2026 valido. In assenza di ISEE, da marzo l’Assegno Unico viene erogato nella misura minima.
Per chi non ha rispettato la scadenza, la gestione degli arretrati (ovvero il recupero delle somme a cui avevano diritto e non percepite nei mesi precedenti) varia in base alla data di presentazione del documento. Nel dettaglio:
- se la presentazione della DSU è avvenuta in ritardo ma comunque entro il 30 Giugno 2026, l’INPS ricalcola gli importi spettanti a partire da marzo e la differenza tra la quota minima già ricevuta e quella spettante su base ISEE verrà accreditata come arretrato a partire da Luglio;
- se la DSU viene presentata dopo, dal 1° Luglio 2026 in poi il diritto a recuperare le somme non percepite tra Marzo e Giugno decade. Se la DSU viene presentata dopo il 30 giugno 2026, non è più possibile ottenere gli arretrati dell’Assegno Unico a partire dal mese di marzo.
Per chi si trova ancora senza ISEE aggiornato, quindi, non è più possibile recuperare le differenze relative alle mensilità precedenti a luglio 2026. Presentare la DSU resta comunque conveniente, perché permette di ottenere l’importo dell’Assegno Unico calcolato sulla base della propria situazione economica per le mensilità successive.
Va ricordato, infine, che non serve presentare una nuova domanda ogni anno: per le pratiche in stato “accolta” l’INPS prosegue l’erogazione d’ufficio, salvo che la domanda sia decaduta, revocata o respinta.
COME AVVIENE IL PAGAMENTO
Le modalità di pagamento dell’Assegno Unico sono le seguenti:
- accredito su conto corrente bancario, conto corrente postale, carta di credito o di debito dotata di codice IBAN, libretto di risparmio dotato di codice IBAN;
- consegna di contante presso uno degli sportelli postali del territorio italiano.
Viene erogato sul conto corrente di entrambi i genitori in pari misura o, previo accordo degli stessi, su un unico conto corrente, la scelta viene fatta in fase di presentazione della domanda. In caso di affidamento esclusivo l’assegno spetta, in mancanza di diverso accordo, al genitore affidatario.
Da tenere presente che la carta o il conto indicati devono essere intestati o cointestati al richiedente: se l’IBAN comunicato non risulta riconducibile al beneficiario, il pagamento viene sospeso. È una delle cause più frequenti di mancato accredito, e si risolve aggiornando le coordinate nella domanda già presentata.
Attenzione però a un possibile effetto collaterale: modificando l’IBAN si genera una variazione, quindi il pagamento del mese successivo alla correzione potrebbe slittare più avanti anziché seguire il calendario ordinario.
QUANDO DECADE L’ASSEGNO UNICO PER I FIGLI
L’Assegno Unico decade:
- quando il figlio compie 21 anni, salvo situazioni particolari come una disabilità certificata;
- in caso di eventuali variazioni della composizione del nucleo familiare che non permettono più di soddisfare i requisiti per l’assegno.
Attraverso la stessa pagina INPS con cui si è fatta richiesta si può procedere e verificare lo status della domanda AUU. Vengono segnalati anche i casi di blocco o anomalie/incompletezze, nonché i pagamenti. Eventualmente tramite lo stesso procedimento si può modificare laddove ci sono errori o mancanze.
Gli avvisi di invio dei mandati di pagamento arrivano inoltre tramite l’app IO, utile per sapere che l’accredito è stato disposto senza dover controllare ogni giorno il conto.
GUIDA ALL’ASSEGNO UNICO
Per approfondire quali sono le condizioni di accesso all’Assegno Unico, quando spetta e come ottenerlo, vi consigliamo di leggere la nostra guida approfondita sull’Assegno Unico Figli.
A vostra disposizione anche:
- Il calendario pagamenti dell’Assegno Unico.
- L’articolo con gli importi Assegno Unico nel 2026.
- Domanda Assegno Unico Figli, come fare.
- Come funziona l’Assegno Unico per figli maggiorenni.
- Gli aumenti Assegno Unico per figli con disabilità.
- Quando spetta di Assegno Unico ai genitori separati e divorziati.
- Quali sono gli aumenti sull’Assegno Unico previsti per i figli orfani di un genitore.
- A chi spettano e quando arrivano gli arretrati Assegno Unico.
- Qual è il nuovo ISEE per l’Assegno Unico nel 2026.
- Come funziona l’Assegno Unico senza ISEE.
- Qual è l’importo minimo dell’Assegno Unico nel 2026.
- Come cambiano e quali sono le maggiorazioni Assegno Unico.
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