Nuovo ISEE Assegno Unico 2026: per chi cambia l’importo, come e perché

Ecco come funziona il nuovo ISEE per il calcolo dell’importo spettante ai beneficiari dell’Assegno Unico da marzo 2026

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Con l’elaborazione dei pagamenti di marzo, diventa operativo a tutti gli effetti il nuovo ISEE 2026 per il calcolo degli importi dell’Assegno Unico per i figli.

A differenza dei mesi di gennaio e febbraio 2026, in cui l’importo è stato erogato sulla base dei dati del 2025 (pur con la rivalutazione ISTAT già applicata), da marzo l’indicatore di riferimento diventa esclusivamente l’ISEE 2026.

Quindi l’Istituto, dopo aver aggiornato i propri sistemi, erogherà gli assegni tenendo conto delle nuove regole e delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che ha ampliato la platea dei beneficiari. 

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio come funziona, cosa cambia e quanto spetta. 

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COME FUNZIONA IL NUOVO ISEE PER L’ASSEGNO UNICO 2026

Con la Legge di Bilancio 2026, il governo ha deciso di introdurre nuove regole di calcolo ISEE più favorevoli per accedere all’Assegno Unico (e ad altre prestazioni familiari, come l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), il Bonus bollette, il Bonus Nido e la Carta Nuovi Nati).

In questi casi:

  • il valore dell’abitazione principale non viene conteggiato nel patrimonio se è pari o inferiore a 91.500 euro (fino al 2025 la soglia era di 52.500 euro). Per chi risiede nei capoluoghi diCittà Metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia), la franchigia sale a 120.000 euro. A prescindere dalla zona, in questo calcolo si tiene conto di un ulteriore sconto di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal secondo in poi;

  • i coefficienti che servono a calcolare il quoziente familiare diventano più alti. Più è numerosa una famiglia e più alto è il coefficiente che “abbatte” il reddito, facendo risultare più basso l’ISEE finale. In particolare, per chi ha almeno 2 figli, è riconosciuta una maggiorazione di 0,10 punti (fino al 2025 non prevista). Per 3 figli la maggiorazione sale a 0,25 (prima era pari a 0,20). Aumenta anche per chi ha 4 figli a 0,40 (prima era 0,35), mentre per chi ha 5 o più figli arriva a 0,55 (mentre prima era 0,50);

  • vengono esclusi dal calcolo del patrimonio mobiliare i Titoli di Stato (BTP, BOT, ecc.) e buoni fruttiferi postali fino a un valore complessivo di 50.000 euro. Questo permette a molte famiglie risparmiatrici di mantenere un ISEE più basso e ottenere quote di Assegno Unico più elevate.

Di conseguenza, per le famiglie con figli, per chi vive in affitto e per chi possiede una prima casa ma a basso valore catastale, dal 1° gennaio 2026 questo calcolo cambia il valore ISEE rendendolo sensibilmente più basso e facilitando l’accesso a soglie di sussidio più elevate.

Nello specifico, l’effetto combinato delle nuove franchigie patrimoniali e dei coefficienti di calcolo potenziati determina un abbattimento dell’indicatore che si traduce in un aumento degli importi mensili percepiti.

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PER CHI CAMBIA L’IMPORTO

Per le famiglie beneficiarie che hanno presentato all’INPS la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e hanno aggiornato la propria situazione reddituale e patrimoniale entro il 28 febbraio 2026, gli importi e le soglie ISEE sono stati adeguati. Pertanto, questi ricevono già a partire dal 19-20 marzo 2026 l’importo spettante.

Poiché la rivalutazione degli importi decorre dal 1° gennaio ma i sistemi INPS vengono solitamente aggiornati a regime da febbraio/marzo, il pagamento di marzo include il conguaglio a credito, ovvero la differenza tra quanto spettante con i nuovi parametri 2026 (inclusa la rivalutazione ISTAT) e quanto effettivamente percepito a gennaio e febbraio (pagati con i valori dell’anno precedente in attesa del ricalcolo).

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COME RECUPERARE GLI ARRETRATI

Chi non ha aggiornato l’ISEE entro febbraio può ancora rimediare e presentare la DSU entro il 30 giugno 2026, ottenendo comunque gli arretrati, ma solo quelli maturati dal mese di marzo. Superata questa data, l’attestazione ISEE può essere presentata in ogni momento, ma l’adeguamento dell’importo dell’Assegno unico decorrerà solo dal mese successivo, senza il riconoscimento delle mensilità arretrate.

Quindi, chi aggiorna l’indicatore dopo il 30 giugno continuerà a ricevere l’assegno con il nuovo importo calcolato sulla base dell’ISEE aggiornato, ma senza recuperare le eventuali differenze relative ai mesi precedenti. Se nei primi mesi dell’anno è stato erogato l’importo minimo per assenza di un ISEE valido, la quota più alta che sarebbe spettata non potrà più essere recuperata.

Questo significa che gli arretrati relativi ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno verranno accreditati nelle mensilità successive, recuperando la differenza tra l’importo minimo ricevuto e quello effettivamente spettante in base al nuovo ISEE. Se la presentazione avviene dal 1° luglio 2026, l’assegno verrà aggiornato solo dal mese di presentazione, senza diritto al recupero delle somme pregresse.

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GUIDA ALL’ASSEGNO UNICO 2026

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere la nostra guida all’Assegno Unico Universale Figli aggiornata al 2026, dove vi illustriamo cosa dice la normativa e tutte le novità introdotte. 

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ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di consultare l’elenco aggiornato dei bonus famiglia attivi. A vostra disposizione anche la guida sul bonus nido.

Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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