Possono essere ancora presentate le domande per accedere a Resto al Sud 2.0 nel 2026.
Chiamata anche “Investire al SUD”, questa misura è dedicata a giovani di età inferiore ai 35 anni che vogliono avviare un’attività imprenditoriale nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.
In questo articolo vi spieghiamo come funziona, quali sono i requisiti per accedere e come fare domanda.
RESTO AL SUD 2.0 NEL 2026, FONDI ANCORA DISPONIBILI
I fondi stanziati dal decreto Coesione per Resto al Sud 2.0 risultano ancora disponibili. La dotazione finanziaria complessiva, pari a 356,4 milioni di euro, è stata programmata per coprire il biennio 2024-2025 ma anche le fasi successive di attuazione, in caso di risorse non esaurite. Di conseguenza, essendo una procedura “a sportello”, l’accesso ai finanziamenti rimane aperto anche nel 2026, fino al completo esaurimento.
QUALI SONO I REQUISITI PER ACCEDERE AL PROGRAMMA
Resto al SUD 2.0 si rivolge a giovani di età inferiore ai 35 anni che vogliono avviare un’impresa o un’attività libero professionale nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia purché siano in possesso di uno dei seguenti requisiti:
- vivono in condizioni di marginalità, di vulnerabilità sociale e di discriminazione, così come definite dal Piano nazionale Giovani, donne e lavoro 2021 – 2027;
- sono inoccupati, inattivi e disoccupati da almeno 12 mesi;
- risultano essere disoccupati beneficiari di ammortizzatori sociali (come NASPI, DIS COLL o Supporto formazione e lavoro) o destinatari delle misure del programma GOL.
I soggetti citati devono allegare alla domanda di agevolazione una DSAN (dichiarazione sostitutiva di atto notorio) attestante la condizione dichiarata.
Sono ammesse agli incentivi per le iniziative economiche che riguardano l’avvio di attività autonome, imprenditoriali o professionali, sia in forma singola che associata, incluse quelle che richiedono l’iscrizione a ordini o collegi professionali.
Nel caso di iniziative individuali, è necessario aprire una partita IVA per costituire un’impresa o svolgere l’attività professionale. Per quelle collettive, è richiesto che vengano costituite in specifiche forme giuridiche. Quali, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata, società cooperativa o società tra professionisti.
Anche soggetti che non rientrano tra i beneficiari possono far parte di queste società, a condizione che la direzione e la gestione rimangano nelle mani di chi possiede i requisiti previsti per accedere all’agevolazione. Non sono ammessi agli incentivi coloro che abbiano interrotto, nei sei mesi precedenti alla richiesta, un’attività con codice ATECO uguale (almeno fino alla terza cifra) a quello della nuova iniziativa per cui si chiede il sostegno.
COME FUNZIONA RESTO AL SUD 2.0
La misura funziona mediante una procedura valutativa a sportello, che valuta le domande in base all’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento dei fondi disponibili e dà accesso alternativamente a:
- un voucher di avvio in regime de minimis, non soggetto a rimborso, utilizzabile per l’acquisto di beni, strumenti e servizi per l’avvio delle attività ammissibili, per un importo massimo di 40.000 euro per le attività aventi sede legale nelle aree del Mezzogiorno e nei territori delle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016. Nel caso di acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico, l’importo massimo del voucher è di 50.000 euro per le attività ammissibili, aventi sede legale nelle aree del Mezzogiorno e nei territori delle Regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016;
- un aiuto in regime de minimis per programmi di spesa di valore non superiore a 120.000 euro, consistente in un contributo a fondo perduto fino al 75% per l’avvio delle attività, aventi sede legale nelle aree del Mezzogiorno e nei territori delle Regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016;
- un aiuto in regime de minimis per programmi di spesa oltre 120.000 euro e fino a 200.00 euro, consistente in un contributo a fondo perduto fino al 70% per l’avvio delle attività, aventi sede legale nelle aree del Mezzogiorno e nei territori delle Regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.
Le agevolazioni sono ammissibili iniziative in tutti i settori economici, in conformità con le disposizioni del Regolamento sugli aiuti de minimis. Solo la persona fisica o giuridica che vuole avviare l’attività può presentare la domanda.
COME RICHIEDERE GLI INCENTIVI
Per richiedere gli incentivi è necessario compilare e inviare la domanda in modalità telematica, utilizzando la piattaforma online di Invitalia. L’accesso alla procedura richiede l’autenticazione tramite credenziali digitali riconosciute, quali SPID, CIE o CNS.
La compilazione della domanda deve essere completata con firma digitale e con una descrizione dettagliata del progetto da realizzare e deve includere la descrizione dell’iniziativa che si vuole avviare.
È importante ricordare inoltre che non è obbligatorio partecipare ai percorsi formativi per presentare la domanda, ma la partecipazione e i risultati ottenuti daranno un punteggio extra. In questa pagina trovate la modulistica per presentare la domanda di partecipazione.
SPESE AMMESSE
Le spese ammesse e idonee per gli aiuti sono:
- erogazione di servizi di formazione e supporto nella fase preliminare della pianificazione delle attività locali, in collaborazione con le Regioni coinvolte, in linea con il Programma Giovani, Donne e Lavoro e il programma GOL;
- tutoraggio mirato a potenziare le competenze e fornire assistenza ai soggetti a cui spetta l’aiuto e imprese tra quelle ammesse;
- interventi di sostegno che includono l’erogazione di incentivi per favorire l’avvio delle attività specificate, da parte dei soggetti aventi diritto all’agevolazione.
Le spese non ammesse sono indicate all’articolo 24 del Decreto 9 Luglio 2025.
CUMULABILITÀ
I contributi non sono cumulabili con i crediti di imposta e con nessun’altra agevolazione, nazionale, regionale od europea, fatta eccezione per la garanzia del Fondo di garanzia. Tuttavia, se i contributi sono destinati ai disoccupati iscritti al programma GOL beneficiari NASPI, tali soggetti possono cumulare i medesimi contributi esclusivamente nel caso di richiesta di erogazione del trattamento di disoccupazione in unica soluzione, al fine di utilizzarli come capitale d’avvio da conferire alle iniziative finanziate.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Testo finale del Decreto Coesione 2024 convertito in legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.105 del 07-05-2024);
- Decreto 9 Luglio 2025 (Pdf 1 Mb) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 Agosto 2025 (GU Serie Generale n.193 del 21-08-2025);
- Circolare DPCoe n. 37 del 2025 (Pdf 63 Kb) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 1° Ottobre 2025 (Pdf 5,8 Mb).
- Decreto Direttoriale dell’08-10-2025 (Pdf 542 Kb).
GUIDA AI BONUS PER LE IMPRESE NEL 2026
Per approfondire, vi consigliamo di consultare l’elenco aggiornato bonus per le imprese confermati nel 2026 e che si possono richiedere. Utile anche quello sui bonus attivi nel 2026, diversi sono riversati ai datori di lavoro e a chi fa imprese.
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Per conoscere tutte le agevolazioni a favore dei datori di lavoro è possibile visitare la nostra pagina dedicata agli aiuti alle imprese.
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