Sospensione, revoca e decadenza Supporto Formazione Lavoro: tutte le regole

La guida alle regole sui casi di sospensione, revoca e decadenza del Supporto Formazione Lavoro. Ecco i dettagli e le istruzioni INPS

INPS, pensioni
Photo credit: Eyesonmilan / Shutterstock
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Vediamo nel dettaglio quali sono i casi di sospensione, revoca e decadenza del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).

I percettori SFL hanno, infatti, una serie di obblighi da rispettare. Chi non li rispetta può incappare nella sospensione, nella revoca o nella decadenza della misura secondo regole ben precise previste dalla normativa.

In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo quali sono i casi di sospensione, revoca e decadenza del Supporto per la Formazione e il Lavoro e cosa fare in queste situazioni.

CASI SOSPENSIONE, REVOCA E DECADENZA SFL

Per chi percepisce il Supporto per la formazione e il lavoro, il Decreto Lavoro convertito in Legge e il Decreto 8 agosto 2023 stabiliscono in quali casi i percettori corrono il rischio di perdere il sussidio. L’INPS, nello specifico, definisce quando il diritto a percepire il sussidio viene meno temporaneamente o in modo definitivo passando, individuando tre diversi tipi di “stop”, ovvero:

  • la sospensione;

  • la revoca;

  • la decadenza.

Ricordiamo che il Supporto formazione lavoro prevede un sussidio da 350 euro al mese e serve a formare persone in condizioni di svantaggio economico ma occupabili.

Questo aiuto viene riconosciuto loro, infatti, per supportarli nella ricerca di un lavoro ed è subordinato alla partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro.

Chi percepisce il SFL, cioè, deve anche rispettare una serie di obblighi, al venir meno dei quali l’INPS non riconosce più alcun aiuto. A chiarire come funzionano e come si applica questa misura è la Circolare INPS 29 agosto 2023, n. 77.

Vediamo insieme i dettagli.

1) SOSPENSIONE SUPPORTO FORMAZIONE LAVORO

Gli articoli 3 e 12 del Decreto Lavoro convertito in Legge stabiliscono i seguenti casi di sospensione:

  • mancata sottoscrizione del patto di attivazione digitale (PAD), obbligatorio come vi spieghiamo in questo approfondimento;

  • mancata conferma dell’attività rilevata attraverso il SIISL o mediante segnalazione di inadempienze trasmesse, dai servizi competenti, per il tramite della piattaforma SIU. La conferma, ricordiamo, va data ogni 90 giorni;

  • offerta di lavoro per un rapporto di lavoro di durata compresa tra 1 e 6 mesi. In questo caso, il SFL è sospeso d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro. Al termine del rapporto di lavoro, il beneficio continua a essere erogato per il periodo residuo di fruizione, e quanto percepito non si computa ai fini della determinazione del reddito per il mantenimento del beneficio;

  • avvio di un’attività di lavoro dipendente da parte di uno o più componenti il nucleo familiare nel corso dell’erogazione del SFL, senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni. In tal caso, l’erogazione del beneficio è sospesa fintanto che tale obbligo non è ottemperato e comunque non oltre tre mesi dall’avvio dell’attività, decorsi i quali la prestazione decade;

  • applicazione in via non definitiva di una misura cautelare personale o se il beneficiario è destinatario di uno dei provvedimenti di condanna per dichiarazioni mendaci o per un delitto non colposo che comporti l’applicazione di una pena non inferiore a un anno di reclusione, anche se sostituita da una delle pene indicate nell’articolo 20-bis, primo comma, nn. 1), 2) e 3), del Codice penale;

  • un beneficiario o un richiedente dichiarato latitante ai sensi dell’articolo 296 del Codice di procedura penale o che si è sottratto volontariamente all’esecuzione della pena.

L’INPS nella Circolare INPS 29 agosto 2023, n. 77 chiarisce anche che:

  • i provvedimenti di sospensione non hanno effetto retroattivo;

  • ai fini della loro immediata esecuzione, i provvedimenti di sospensione legati alla commissione di reati, vengono comunicati dall’autorità giudiziaria procedente, entro il termine di 15 giorni dalla loro adozione, all’INPS per l’inserimento nel SIISL;

  • la sospensione del beneficio può essere revocata dall’autorità giudiziaria che l’ha disposta quando risultano mancare, anche per motivi sopravvenuti, le condizioni che l’hanno determinata.
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2) REVOCA SUPPORTO FORMAZIONE LAVORO

Il Decreto Lavoro convertito in Legge e la Circolare INPS 29 agosto 2023, n. 77 spiegano che il Supporto Formazione e Lavoro viene revocato nei seguenti casi:

  • l’amministrazione erogante accerta la non corrispondenza al vero delle dichiarazioni e delle informazioni poste a fondamento dell’istanza;

  • l’amministrazione erogante accerta l’omessa o mendace successiva comunicazione di qualsiasi intervenuta variazione del reddito, del patrimonio e della composizione del nucleo familiare dell’istante.

3) DECADENZA SUPPORTO FORMAZIONE LAVORO

Il beneficiario SFL decade dalla misura se:

  • non si presenta nel termine fissato presso il servizio di lavoro competente, senza giustificato motivo;

  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione, comunque denominate, nelle quali è inserito dai servizi per il lavoro, secondo quanto previsto dal patto di servizio personalizzato;

  • non frequenta regolarmente un percorso di istruzione degli adulti di primo livello o comunque funzionale all’adempimento dell’obbligo di istruzione, nel caso in cui abbia un’età compresa tra i 18 e i 29 anni e non abbia adempiuto all’obbligo di istruzione;

  • non accetta, senza giustificato motivo, un’offerta di lavoro congrua, come vi spieghiamo in questo focus;

  • non rispetta gli obblighi di comunicazione relativi alle variazioni del reddito o del nucleo come previste dall’articolo 3, commi 5, 6, 8, e 10, del Decreto Lavoro convertito in Legge, o effettua comunicazioni mendaci in modo da determinare un beneficio economico maggiore;

  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;

  • viene trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro, senza aver provveduto alle prescritte comunicazioni previste dall’articolo 3 del Decreto Lavoro convertito in Legge.

COSA FARE IN CASO DI SOSPENSIONE, REVOCA O DECADENZA

L’INPS nella Circolare INPS 29 agosto 2023, n. 77 chiarisce cosa fare in caso di sospensione, revoca o decadenza del Supporto per la Formazione e Lavoro.

In particolare:

  • Nei casi di sospensione, ai fini del ripristino dell’erogazione degli importi dovuti l’interessato deve presentare domanda presso le Strutture territorialmente competenti dell’INPS. Saranno le sedi INPS a palesare tutte le possibilità a cui il beneficiario va incontro. Ricordiamo che il percettore SFL sospeso, nella nuova domanda, deve allegare la copia del provvedimento giudiziario di revoca della sospensione, se la sospensione è sopravvenuta per motivi giudiziari.

  • Nei casi di decadenza e revoca, a meno che non ci siano state condanne o provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, il beneficio può essere richiesto da un componente il nucleo familiare ma solo decorsi sei mesi dalla data del provvedimento di revoca o decadenza.

A seguito della revoca, il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito.

L’INPS, per il tramite del sistema informativo SIISL, mette a disposizione dei centri per l’impiego e dei comuni gli eventuali conseguenti provvedimenti di revoca o decadenza dal beneficio. Ovviamente chi non è d’accordo con i provvedimenti di revoca o decadenza del Supporto formazione e lavoro, può presentare appello all’INPS in risposta alla comunicazione ufficiale.

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QUALI SONO LE SANZIONI

Il testo del Decreto Lavoro convertito in Legge stabilisce anche le pene e le sanzioni per coloro che per ottenere il Supporto Formazione e Lavoro compiono alcuni reati. In particolare, la norma prevede la reclusione:

  • da 2 a 6 anni per false dichiarazioni o documenti falsi;

  • da 1 a 3 anni per l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini del mantenimento del beneficio.

LA GUIDA AL SUPPORTO FORMAZIONE LAVORO

Per sapere più dettagliatamente come funziona il Supporto Formazione Lavoro, quali sono i requisiti e quali le condizioni per riceverlo e non perderlo, vi rimandiamo alla guida sul Supporto Formazione Lavoro, costantemente aggiornata. Mettiamo anche a vostra disposizione la guida su Come richiedere il Supporto formazione lavoro, con le istruzioni del ministero.

Ecco le altre guide correlate che vi consigliamo di leggere:

Per tutte le altre informazioni, potete leggere anche la guida al Decreto Lavoro convertito in Legge.

ALTRI AIUTI, BONUS E AGGIORNAMENTI

Vi rimandiamo al nostro interessante focus che vi spiega come ricevere fino a 1.400 euro con il nuovo supporto per la formazione e il lavoro. Tra le novità da scoprire vi consigliamo la lettura l’approfondimento sul reddito alimentare, misura per contrastare la povertà e la guida sulla carta risparmio spesa, destinata alle famiglie a basso reddito.

Sono disponibili anche il nostro focus sui prezzi bloccati per la spesa dal 1° ottobre e la nostra guida alla nuova pensione di cittadinanza.

Sappiamo invece a chi continuerà ad essere erogato il reddito di cittadinanza nel 2024, e vi consigliamo di approfondire.

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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Un Commento

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  1. Ma chi vive da solo, 34 enne a cui non viene riconosciuto l’SFL che deve fare?
    Si deve uccidere?
    Ma in che paese viviamo?

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