Il limiti ISEE per accedere all’assegno di maternità nel 2026 è stato aggiornato.
La presidenza del Consiglio dei ministri, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, ha comunicato i nuovi valori.
Le novità sono state recepite dall’INPS con la circolare n. 16 dell’11 febbraio 2026, che fornisce i dettagli operativi per le famiglie interessate.
In questo articolo vi spieghiamo cosa cambia, quali sono i nuovi importi e quali requisiti economici occorre rispettare.
ISEE ASSEGNO MATERNITÀ 2026: SOGLIE AGGIORNATE
Per il 2026, il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), per accedere all’assegno di maternità erogato dai Comuni, non deve superare 20.668,26 euro. Questo significa che potranno ottenere l’assegno le famiglie con un ISEE pari o inferiore a tale soglia. In presenza di un ISEE superiore, il beneficio non spetta.
È importante sottolineare che:
- l’ISEE deve essere in corso di validità;
- il valore viene verificato al momento della domanda;
- in caso di ISEE particolarmente basso, l’assegno viene riconosciuto in misura intera.
QUANTO SPETTA
L’importo dell’assegno di maternità nel 2026 è pari a 413,10 euro al mese per cinque mensilità, per un totale complessivo di 2.065,50 euro.
Anche questo valore è stato aggiornato in base all’andamento dell’inflazione rilevata dall’ISTAT. Come avviene ogni anno, infatti, il beneficio viene adeguato alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo, con l’obiettivo di preservarne il potere d’acquisto.
L’assegno non viene erogato in modo automatico – non è da confondere infatti con l’indennità di maternità statale – e non è una somma annuale continuativa, ma un sostegno economico una tantum destinato alle famiglie con un reddito basso.
A CHI SPETTA L’ASSEGNO DI MATERNITÀ
Il beneficio riguarda eventi di nascita di un figlio, affidamento preadottivo e adozione senza affidamento che si verificano nel periodo compreso tra 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026.
Si tratta di una misura pensata per sostenere economicamente le famiglie nei primi mesi successivi all’ingresso di un minore nel nucleo familiare, in una fase che comporta inevitabilmente nuove spese e un maggiore carico economico.
CALCOLO E CASI DI RIDUZIONE
L’assegno può essere ridotto se la madre percepisce un’altra indennità di maternità (ad esempio da lavoro dipendente o gestione separata) da parte dello Stato. In questo caso, l’assegno di maternità comunale integra fino al valore massimo previsto. Ad esempio, se una madre ha già percepito un’indennità di maternità pari a 1.200 euro, l’assegno comunale interverrà soltanto per colmare la differenza tra quanto già ricevuto e il tetto massimo stabilito, ovvero: 2.065,50 euro (importo massimo) – 1.200 euro (indennità percepita) = 865,50 euro.
In questo caso, dunque, la somma riconosciuta sarà di 865,50 euro. Diversamente, se l’indennità di maternità già percepita è pari o superiore a 2.065,50 euro, non sarà possibile ottenere l’assegno comunale, poiché il limite massimo previsto dalla normativa risulta già interamente coperto.
ALTRI AIUTI PER GENITORI E FAMIGLIE
Oltre all’assegno di maternità, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato altri aiuti per i genitori. Tra questi, ci sono:
- i bonus per la famiglia;
- il bonus asilo nido;
- contributo di supporto domiciliare per i figli;
- Carta Nuovi Nati;
- l’Assegno Unico Figli;
- il congedo parentale;
- la Dote famiglia;
- il bonus mamme in busta paga;
- l’esonero contributivo per mamme lavoratrici;
- il bonus di 2mila euro per lavoratori dipendenti con figli.
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