Ammortizzatori sociali nel 2026: cosa sono, quali sono e ultime novità

La guida sugli ammortizzatori sociali, quali sono e tutto quello che serve sapere per usufruirne nel 2026

ammortizzatori sociali

Gli “ammortizzatori sociali” sono delle misure a sostegno economico dei lavoratori licenziati o che hanno dovuto sospendere la propria attività lavorativa involontariamente.

Tra i principali aiuti concessi sotto forma di ammortizzatori sociali vi sono, per esempio, la Cassa integrazione (straordinaria, ordinaria o in deroga) e le indennità di disoccupazione come NASpI e Dis Coll.

Con questa guida, vi spieghiamo quali sono le misure attualmente in vigore e come funzionano.

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COSA SONO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

Gli ammortizzatori sociali sono misure adottate allo scopo di sostenere da un punto di vista economico i lavoratori che rimangono senza lavoro o che hanno dovuto sospendere la propria attività per motivi non dipendenti dalla loro volontà.

Vediamo nel dettaglio quali sono.

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1) AMMORTIZZATORI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE

La rete di ammortizzatori sociali a sostegno del reddito in caso di disoccupazione comprende la NASpI per i lavoratori dipendenti e la DIS-COLL per i lavoratori titolari di contratti di collaborazione.

Nel 2026 è stata confermata anche la cosiddetta indennità di discontinuità lavoratori dello spettacolo (che ha preso il posto dell’ex ALAS).

Infine, è stata resa strutturale l’ISCRO, che può essere considerata una sorta di disoccupazione alternativa per i titolari di partita Iva, perché altro non è che una forma di sostegno al reddito per i professionisti autonomi che registrano un forte calo di fatturato e si vengano a trovare in particolari situazioni di difficoltà.

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2) AMMORTIZZATORI SOCIALI IN COSTANZA DI RAPPORTO DI LAVORO

Gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro sono misure volte a supportare quei lavoratori che vedono il proprio lavoro sospeso, a causa di difficoltà e crisi aziendale.

Disciplinati dal Decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, sono stati modificati in più punti dalla riforma degli ammortizzatori sociali allegata alla Legge di Bilancio 2022 e poi dalla Legge di Bilancio 2024 e dalla Legge di Bilancio 2025.

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI

La Cassa Integrazione (o Cassa Integrazione Guadagni – CIG) rientra tra gli ammortizzatori sociali attivati a favore di lavoratori con contratto di lavoro dipendente, in costanza di rapporto di lavoro.

Tale misura prevede il conguaglio, da parte dell’INPS, di un’indennità che il datore di lavoro corrisponde ai lavoratori ai quali ha ridotto o sospeso l’attività lavorativa.

Viene concessa quando un’impresa si trova in situazioni di difficoltà e deve sospendere l’attività lavorativa per tutti i suoi dipendenti o una parte di essi. Vi sono differenti tipi di cassa integrazione:

  • la CIGO, ovvero la Cassa integrazione ordinaria, è quella richiesta nei casi in cui l’azienda si trovi in situazioni di crisi momentanee, senza colpe da parte dei datori di lavoro o dei lavoratori. Può essere concessa fino ad un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 52 settimane e, se relativa a più periodi non consecutivi, non può superare complessivamente la durata di 52 settimane in un biennio mobile. Il contributo ordinario a carico delle imprese che rientrano nell’ambito di applicazione della CIGO varia da un minimo dell’1,70% ad un massimo del 4,70% della retribuzione imponibile a fini previdenziali a seconda del tipo e del livello occupazionale dell’impresa;

  • la CIGS, ovvero la Cassa integrazione straordinaria è quella richiesta in casi di riconversione, ristrutturazione, fallimento aziendale o crisi a livello di settore o territorio. Può essere richiesta da tutti i datori di lavoro che nel semestre precedente hanno occupato mediamente più di 15 dipendenti e che non aderiscono ad alcun Fondo di solidarietà bilaterale. Il contributo ordinario a carico delle imprese che rientrano nel campo di applicazione della CIGS è pari allo 0,90% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. I datori di lavoro che occupano più di 15 dipendenti possono altresì fruire di un ulteriore intervento di CIGS di 12 mesi complessivi (non ulteriormente prorogabili), in deroga ai limiti di durata generali. In questi casi i lavoratori in Cassa integrazione hanno l’obbligo di seguire un percorso formativo;

  • la Cassa Integrazione in Deroga (CIGD) rappresenta una misura destinata alle aziende che non possono beneficiare della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) e della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). Possono presentare richiesta per questa forma di sostegno economico le imprese rientranti nella definizione del Codice Civile, articolo n. 2082; i piccoli imprenditori; le cooperative sociali. La sospensione o riduzione dell’attività lavorativa deve derivare da una delle seguenti cause: situazioni aziendali transitorie e non imputabili né all’imprenditore né ai lavoratori; situazioni aziendali determinate da fluttuazioni temporanee di mercato; crisi aziendali; processi di ristrutturazione o riorganizzazione;

  • la CISOA, ovvero la Cassa integrazione salariale operai agricoli riguarda gli operai, impiegati e quadri del settore agricolo con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio ed esclusi i dirigenti). A questi lavoratori destinatari del trattamento di integrazione salariale, la misura è uguale a quella applicabile negli altri settori, ossia pari all’80% della retribuzione. La durata massima è di 90 giorni nell’anno. Per poter accedere alla CISOA si richiede il requisito minimo dello svolgimento, su base annuale, di oltre 180 giornate lavorative presso la stessa azienda.

FIS, FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE

I Fondi di solidarietà forniscono strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività che coinvolge i lavoratori dipendenti di aziende appartenenti a settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale.

Sono esclusi i dirigenti che, alla data di presentazione della domanda, abbiano un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 30 giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesta la prestazione.

Il FIS eroga l’assegno di integrazione salariale che ha una durata massima di 13 settimane in un biennio mobile. Per i datori di lavoro che hanno occupato mediamente più di 5 dipendenti, ha una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile.

ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

Infine, a proposito di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ricordiamo che i lavoratori titolari di un trattamento straordinario di integrazione salariale sono beneficiari dell’assegno individuale di ricollocazione.

L’Assegno di Ricollocazione (AdR) è una misura di politica attiva che consiste nel rilascio di voucher per disoccupati. Questi voucher servono per ottenere un servizio di assistenza intensiva e personalizzata alla ricerca di occupazione.

Dunque, non si tratta di una somma di denaro riconosciuta alla persona disoccupata ma di un buono. È spendibile presso i Centri per l’Impiego o altri soggetti accreditati per lo svolgimento dei servizi per il lavoro. L’importo dell’AdR, infatti, viene riconosciuto all’operatore che assiste il disoccupato per il reinserimento lavorativo. La misura è gestita dall’ANPAL. Istituito dall’articolo 13 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015 n. 150, come strumento di sostegno all’occupazione, da marzo 2018 l’AdR – superata la sperimentazione – è entrato a regime e può essere richiesto da tutti gli aventi diritto.

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MISURE EMERGENZIALI E CORRELATE

Il Decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25 (regolato operativamente dalla Circolare INPS n. 54 del 13 maggio 2026), che ha introdotto ammortizzatori sociali d’urgenza specifici (integrazioni salariali straordinarie) per i datori di lavoro e i lavoratori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026 nei territori della Calabria e della Sardegna.

NOVITÀ 2026

Come stabilito dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, gli importi massimi dei trattamenti sono stati rivalutati sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Nel dettaglio:

  • per la Cassa Integrazione (CIGO, CIGS, FIS), l’importo massimo mensile unico per il 2026 è pari a 1.423,69 euro lordi, che corrispondono a circa 1.340,56 euro netti (per effetto della trattenuta del 5,84% prevista dall’art. 26 della Legge 41/1986). Per il settore edile e lapideo (intemperie stagionali), il massimale è incrementato del 20%, raggiungendo i 1.608,66 euro netti;

  • per NASpI e DIS-COLL, la a retribuzione di riferimento per il calcolo della disoccupazione ordinaria nel 2026 sale a 1.456,72 euro;

  • per l’ISCRO destinata alle partite IVA iscritte alla Gestione Separata, il sussidio varia da un minimo di 255,53 euro a un massimo di 817,69 euro, a condizione che il reddito dell’anno precedente non superi i 12.749 euro;

  • per l’IDIS (indennità di discontinuità dello spettacolo), il massimale giornaliero viene fissato a 57,32 euro (pari al 60% della retribuzione media del 2025), con un innalzamento del limite reddituale per l’accesso a 35.000 euro.

CHI PAGA GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

In linea generale, è l’INPS a procedere con il pagamento degli ammortizzatori sociali, in maniera diretta (ossia direttamente ai soggetti interessati) o indiretta (ovvero rimborsando il datore di lavoro o l’azienda che anticipa).

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RIFERIMENTI NORMATIVI

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

A proposito di aiuti a chi non lavora, mettiamo a vostra disposizione le guide su Supporto formazione lavoro e Assegno di Inclusione, che hanno sostituito il reddito di cittadinanza.

Può tornarvi utile inoltre approfondire come funziona e a chi spetta il reddito alimentare, nonché la carta risparmio spesa attiva anche nel 2026. Infine, vi consigliamo la lettura degli articoli aggiornati con tutti i bonus per chi ha un ISEE basso e i bonus per chi ha un ISEE sotto i 15000 euro.

Per scoprire altri aiuti, agevolazioni e bonus per disoccupati, persone e famiglie potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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