Chi rientra nelle categorie protette? Come si accede alle liste dedicate e quali opportunità di lavoro sono disponibili nel nuovo scenario normativo?
In questa guida forniamo una panoramica chiara e aggiornata su quali sono le categorie protette, quali sono i requisiti necessari per l’iscrizione alle liste del collocamento mirato e come orientarsi nella ricerca di lavoro in Italia.
Spieghiamo inoltre come funziona il collocamento mirato, gli obblighi di assunzione per le aziende, i vantaggi e le tutele per i lavoratori appartenenti a queste categorie e gli incentivi previsti per i datori di lavoro che assumono categorie protette aggiornati al 2026.
Mettiamo infine a disposizione anche la normativa di riferimento, ovvero la Legge 12 marzo 1999, n. 68 e successive modificazioni, integrata dal fondamentale Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62.
Quest’ultimo decreto, noto come Riforma della Disabilità, ha introdotto importanti novità operative che sono entrate progressivamente in vigore tra il 2025 e il 2026 e che riguardano sia le modalità di accertamento della disabilità sia la valutazione del profilo di funzionamento della persona.
Indice:
AGGIORNAMENTO 2026: LE PRINCIPALI NOVITÀ
Prima di entrare nel dettaglio della guida, è utile segnalare le principali novità in vigore nel 2026 che riguardano le categorie protette:
- La riforma della disabilità (D.Lgs. 62/2024) ha avviato un percorso di graduale superamento del sistema basato esclusivamente sulle percentuali di invalidità, introducendo una valutazione multidimensionale della persona basata sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento (ICF). La nuova procedura di accertamento è entrata in fase di sperimentazione nel 2025 in alcuni territori pilota e si sta progressivamente estendendo a livello nazionale nel 2026.
- È stato istituito il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SISL), una piattaforma che mira a integrare i dati relativi alla disabilità tra INPS, Centri per l’Impiego e datori di lavoro, semplificando le procedure amministrative.
- Sono stati potenziati i Progetti di Inclusione Personalizzati (PIP), strumenti che accompagnano la persona con disabilità nel percorso verso il lavoro con azioni su misura, definite in collaborazione con i servizi del territorio.
Ora entriamo nel cuore dell’argomento tenendo in considerazione tutte le novità introdotte.
QUALI SONO LE CATEGORIE PROTETTE
Le categorie protette includono le persone che, per legge, hanno diritto a particolari tutele nell’accesso e nella permanenza nel mondo del lavoro.
Rientrano in questa definizione:
- Articolo 1 della Legge 68/1999: persone con disabilità, ovvero invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%, ciechi, sordomuti e invalidi per servizio o di guerra.
- Articolo 18 della Legge 68/1999: categorie svantaggiate, tra cui orfani e coniugi superstiti di caduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio; profughi italiani rimpatriati; vittime del terrorismo o della criminalità organizzata e i loro familiari.
Queste persone hanno diritto a essere assunte tramite collocamento mirato, e le aziende sopra una certa dimensione sono obbligate per legge a riservare una quota di assunzioni alle categorie protette.
Il concetto di “protezione” si è evoluto: oggi non si punta solo all’assunzione obbligatoria, ma alla reale inclusione basata sulle competenze residue.
Vediamo nel dettaglio i requisiti specifici che è necessario possedere per rientrare tra i disabili (articolo 1) e nelle altre categorie protette (articolo 18).
REQUISITI CATEGORIE PROTETTE ARTICOLO 1
L’articolo 1 della dalla Legge 68/99 (collocamento dei disabili) precisa quali sono i lavoratori che rientrano nelle categorie protette disabili e quali requisiti devono possedere:
1) persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo che comporta una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle commissioni competenti; nonché le persone la cui capacità di lavoro sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo.;
2) persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%, accertata dall’INAIL;
3) persone non vedenti, ossia coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi;
4) persone sorde (o sordomute), ossia coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata.
5) gli invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla prima alla ottava categoria.
Attenzione, con l’entrata in vigore della Riforma della Disabilità (D.Lgs. 62/2024), il sistema di accertamento si sta progressivamente evolvendo: accanto alla valutazione della percentuale di invalidità, viene introdotta una valutazione multidimensionale che tiene conto del funzionamento complessivo della persona nei diversi contesti di vita, secondo i criteri dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute). Durante il periodo transitorio, i vecchi verbali di invalidità mantengono piena validità.
È importante ricordare che dal 2025 il termine “handicappato” è stato ufficialmente rimosso dalla normativa italiana, sostituito dalla definizione “persona con disabilità“, in linea con le direttive ONU.
REQUISITI CATEGORIE PROTETTE ARTICOLO 18
Alle categorie di disabili indicate nell’articolo 1 dalla legge 68/99 si aggiungono le categorie protette individuate dall’articolo 18 comma 2 dalla Legge 68/99 ossia:
- orfani e coniugi superstiti (vedove/i, figli) di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause;
- figli e coniugi di coloro che sono stati riconosciuti grandi invalidi (100%) per cause di lavoro, servizio, guerra;
a cui si aggiungono:
- profughi italiani rimpatriati;
- familiari orfani e vedove di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.
- figli orfani a seguito di omicidio commesso dal coniuge o dal partner (orfani di crimini domestici).
COME OTTENERE IL RICONOSCIMENTO DI CATEGORIA PROTETTA
Si rientra nelle categorie protette quando si possiedono i requisiti previsti dall’articolo 1 o dall’articolo 18, comma 2, della Legge 68 del 1999, come precedentemente illustrato, ma per ottenere il relativo riconoscimento bisogna seguire una precisa procedura, fortemente innovata dalla Riforma Disabilità.
Per ottenere il riconoscimento ai sensi dell’articolo 1 – riservato alle persone con disabilità – è necessario presentare domanda all’INPS per l’accertamento della condizione di disabilità (che ha sostituito il vecchio concetto di sola invalidità civile). Il primo passo consiste nel rivolgersi al medico di base, che rilascia un certificato medico introduttivo contenente la diagnosi. Con questo documento si può avviare, tramite CAF o patronato, la procedura telematica per la visita di accertamento presso la commissione medica INPS. In seguito alla visita, viene rilasciato un verbale che certifica la percentuale di invalidità e, secondo le nuove linee guida della riforma 2025/2026, definisce il profilo di funzionamento della persona attraverso una valutazione multidimensionale. Se viene riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% (o le altre soglie previste per invalidi del lavoro e sordi), sarà possibile procedere all’iscrizione nelle liste del collocamento mirato presso il Centro per l’Impiego.
Per quanto riguarda il riconoscimento ai sensi dell’articolo 18, che interessa le altre categorie tutelate (orfani e vedove di caduti sul lavoro, profughi, vittime del terrorismo o della criminalità organizzata e loro familiari, ecc.), non è prevista una valutazione medico-legale. In questo caso è necessario presentare al Centro per l’Impiego apposita documentazione che attesti lo status di appartenenza (ad esempio: certificati rilasciati dall’INAIL per le vittime del lavoro, dichiarazioni del Ministero dell’Interno per i profughi, o documenti ufficiali relativi al decesso del familiare per cause tutelate). Anche in questo caso, per accedere alla riserva dei posti e alle assunzioni agevolate, è indispensabile l’iscrizione al collocamento mirato presso il Centro per l’Impiego territorialmente competente in base alla propria residenza.
COS’È IL COLLOCAMENTO MIRATO
Il collocamento mirato è un insieme di strumenti che tutelano le persone con disabilità con l’obiettivo di favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. Il principio alla base è che una minorazione fisica, psichica o sensoriale non comporta necessariamente una riduzione delle capacità lavorative.
Per questo motivo, la legge prevede misure personalizzate che tengano conto delle reali potenzialità della persona, promuovendo l’inserimento in ambienti adeguati attraverso l’analisi dei posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni pratiche per superare eventuali ostacoli legati all’ambiente o alle relazioni interpersonali.
Con le nuove Linee Guida, il collocamento mirato si focalizza sugli “Accomodamenti Ragionevoli“: il datore di lavoro deve adottare modifiche organizzative o tecniche (es. software specifici, orari flessibili) per abbattere le barriere che impediscono al lavoratore con disabilità di svolgere la sua attività.
La Riforma della Disabilità ha ulteriormente rafforzato questo approccio, introducendo i Progetti di Inclusione Personalizzati (PIP): si tratta di percorsi individuali, costruiti in collaborazione con i servizi sociali, sanitari e per il lavoro del territorio, che accompagnano la persona con disabilità in ogni fase del percorso lavorativo, dalla valutazione delle competenze all’inserimento effettivo in azienda, fino al sostegno durante il periodo di prova.
In Italia, i servizi di collocamento mirato sono gestiti dai CPI – Centri per l’Impiego (ex uffici di collocamento). Le persone appartenenti alle categorie protette possono rivolgersi al proprio CPI di riferimento per richiedere l’iscrizione alle liste di collocamento mirato e accedere alle opportunità di lavoro riservate.
Vediamo come funziona l’iscrizione a queste liste.
ISCRIZIONE ALLA LISTA CATEGORIE PROTETTE (ELENCHI SPECIALI)
L’iscrizione agli Elenchi Speciali del collocamento mirato è l’atto fondamentale per poter beneficiare delle tutele previste dalla Legge 68/99. Si tratta di elenchi gestiti dai Centri per l’Impiego (CPI) che raccolgono i profili delle persone con disabilità o appartenenti alle altre categorie protette, organizzandoli in una graduatoria basata su criteri quali l’anzianità di iscrizione, il carico familiare e la percentuale di invalidità.
Le aziende private e le Pubbliche Amministrazioni attingono a queste liste per ottemperare agli obblighi di assunzione previsti dalla legge, operando attraverso due modalità:
- Chiamata nominativa: il datore di lavoro sceglie direttamente il candidato da assumere tra gli iscritti.
- Chiamata numerica: l’ente (solitamente pubblico) assume il lavoratore seguendo rigorosamente l’ordine della graduatoria.
Come iscriversi? La domanda va presentata presso il CPI competente per territorio (in base alla propria residenza o domicilio).
Nel 2026, la procedura è quasi ovunque digitalizzata: l’utente può accedere ai portali regionali del lavoro tramite SPID o CIE. Per completare l’iscrizione è indispensabile aver precedentemente rilasciato la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso lo stesso portale o il CPI, attestando così il proprio stato di disoccupazione o di “conservazione dello stato di disoccupazione”.
Si ricorda che la conservazione dello stato di disoccupazione è possibile anche in costanza di lavoro, purché il reddito non superi le soglie previste per i lavoratori “incapienti” (attualmente fissate a circa 8.500 euro per il lavoro dipendente).
I requisiti richiesti per iscriversi sono:
- avere almeno 16 anni e non aver ancora raggiunto l’età pensionabile;
- stato di disoccupazione;
- essere in possesso del certificato di invalidità civile oppure della documentazione che attesta l’appartenenza alle categorie tutelate dall’articolo 18, comma 2 della Legge 68/1999.
I documenti da presentare al momento dell’iscrizione presso i CPI sono:
- documento d’identità in corso di validità;
- codice fiscale;
- permesso di soggiorno in caso di cittadini stranieri;
- verbale di invalidità civile o altra documentazione attestante l’appartenenza alle categorie protette (art. 18, c. 2).
A partire dal 2026, in alcune Regioni è possibile effettuare l’iscrizione interamente online tramite il portale SISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), senza necessità di recarsi fisicamente allo sportello. Verificate la disponibilità di questo servizio sul sito del CPI della vostra Regione.
Dato che ogni Regione può adottare procedure specifiche e richiedere modelli di autocertificazione differenti, è consigliabile contattare preventivamente il proprio CPI per conoscere nel dettaglio la documentazione da presentare, evitando così errori o ritardi nella pratica.
OBBLIGHI DI ASSUNZIONE PER LE AZIENDE E SANZIONI
La legge obbliga le aziende in cui ci siano almeno 15 dipendenti ad assumere persone appartenenti alle categorie protette art. 1 in questa proporzione:
- un lavoratore, se il numero dei dipendenti è compreso fra i 15 e i 35;
- due lavoratori, se il numero dei dipendenti è compreso fra i 36 e i 50;
- se il numero dei dipendenti è superiore a 50 c’è l’obbligo di assumere una quota di lavoratori disabili pari al 7% dei lavoratori occupati.
La legge obbliga le aziende in cui ci siano almeno 51 oppure oltre i 150 dipendenti ad assumere persone appartenenti alle categorie protette art. 18 in base in questa proporzione:
- 1 unità per i datori di lavoro con un numero di dipendenti compreso tra 51 e 150;
- dell’1% per coloro che occupano più di 151 dipendenti.
Tuttavia, in condizioni particolari, per esempio nel caso di cassa integrazione straordinaria e mobilità, l’azienda può essere esonerata dall’assunzione obbligatoria.
I datori di lavoro che non adempiono agli obblighi previsti dalla Legge sono soggetti a sanzioni. L’importo delle sanzioni e i relativi termini viene aggiornato periodicamente (di solito ogni 5 anni), quello in vigore fa riferimento al Decreto del Ministero del lavoro n. 194 del 30 settembre 2021. Ecco cosa precede:
- l’omessa o la ritardata presentazione del prospetto informativo comporta il pagamento di una sanzione amministrativa pari a 702,43 euro, maggiorata di 34,02 euro per ogni giorno di ritardo successivo al 31 gennaio. La maggiorazione va calcolata dal giorno successivo a quello in cui è maturato l’obbligo (31 gennaio di ogni anno);
- il mancato adeguamento agli obblighi di assunzione per cause imputabili al datore di lavoro entro i termini previsti dalla Legge (60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo) fa scattare la multa di € 196,05 per ogni lavoratore non assunto e per ogni giorno lavorativo trascorso.
Attenzione: è atteso un aggiornamento degli importi sanzionatori, in quanto il decreto di riferimento (DM 194/2021) ha cadenza quinquennale. Si consiglia di verificare periodicamente eventuali aggiornamenti sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
VANTAGGI E INCENTIVI CATEGORIE PROTETTE
Oltre alla corsia preferenziale di accesso al lavoro con il “collocamento mirato” e agli obblighi di assunzioni di categorie protette per i datori di lavoro che vi abbiamo illustrato, esistono numerosi vantaggi e incentivi finalizzati a favorire l’inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle categorie protette.
Ovvero:
- Accesso allo smart working per le categorie fragili, riconosciuto come strumento utile per garantire maggiore flessibilità e tutela della salute. Approfondiamo questo tema nel nostro articolo dedicato allo smart working per lavoratori fragili.
- Permessi lavorativi previsti dalla Legge 104/92, che consentono ai lavoratori disabili o a coloro che assistono familiari disabili in situazione di gravità di usufruire di ore o giornate di assenza retribuita. Maggiori dettagli sono disponibili nel nostro approfondimento dedicato ai permessi legge 104;
- Disability Card: dal 1° gennaio 2025 è operativa in Italia la Disability Card, che coincide con la European Disability Card. Si tratta di un documento che certifica la condizione di disabilità e consente di accedere a una serie di agevolazioni e servizi a livello nazionale ed europeo, in ambiti che spaziano dai trasporti alla cultura, dallo sport al turismo. La card è rilasciata dall’INPS e può essere richiesta da chi è in possesso di verbale di disabilità riconosciuta. Per maggiori informazioni è disponibile l’approfondimento sulla Disability Card.
- bonus e incentivi all’assunzione che affiancano gli obblighi di assunzione imposti ai datori di lavoro dalla Legge 68 del 1999. Per favorire l’inserimento lavorativo e maggiore inclusione sociale, infatti, lo Stato ha previsto una serie di incentivi rivolti alle aziende che provvedono all’assunzione di persone che appartengono alle categorie protette. Ve li elenchiamo tutti nella nostra guida agli incentivi per le aziende che assumono categorie protette.
OFFERTE DI LAVORO CATEGORIE PROTETTE
Se si fa parte delle categorie protette, dove si può cercare lavoro? A chi è possibile rivolgersi per avere aiuti nella ricerca di un lavoro?
Le persone disabili e appartenenti alle categorie protette possono trovare supporto tramite i CPI (centri per l’impiego, ex uffici di collocamento), inoltre possono monitorare l’uscita di concorsi pubblici riservati alle categorie protette e cercare opportunità di impiego online o su mezzi tradizionali. Ecco i consigli su come procedere.
1) Iscriversi al Centro per l’impiego
Il primo passo da compiere dopo l’ottenimento della certificazione di categoria protetta, è iscriversi al centro per l’impiego presente nella propria città in modo tale da figurare negli appositi elenchi speciali di collocamento mirato.
2) Concorsi pubblici per categorie protette
I candidati, in parallelo, possono monitorare i concorsi pubblici riservati alle categorie protette. La maggior parte si vedono in questa pagina (dopo aver cliccato sul bottone “cerca”) del portale governativo inPA, che viene costantemente aggiornata con i nuovi bandi aperti. Infatti le pubbliche amministrazioni (Comuni, Regioni, Province ed altri enti) indicono bandi per selezionare candidati appartenenti alle categorie protette e/o prevedono la riserva di posti per gli iscritti alla lista delle categorie protette.
3) Offerte di lavoro online
Sul nostro portale c’è un’apposita sezione dedicata alle offerte di lavoro per categorie protette dove ci sono le più interessanti opportunità. Esistono poi dei siti web specializzati nella ricerca di impiego per disabili e siti web che hanno intere sezioni dedicate solo a queste categorie di annunci. Come trovarli? Basta fare una ricerca online su Google digitando come parola chiave “lavoro categorie protette”.
4) Portale SISL e banche dati regionali
Il nuovo Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SISL), in fase di progressivo rilascio a livello nazionale nel 2026, consente alle persone iscritte al collocamento mirato di caricare il proprio profilo professionale e renderlo visibile ai datori di lavoro che cercano personale appartenente alle categorie protette. Si tratta di uno strumento complementare ai CPI, da affiancare alle ricerche tradizionali. Per saperne di più è disponibile l’approfondimento sul SISL.
5) Passaparola
Non bisogna sottovalutare l’importanza delle conoscenze. Può essere molto utile far sapere che si sta cercando lavoro alle persone che si conoscono (familiari, parenti, vicini di casa, conoscenti ecc.) perché in questo modo è possibile venire a conoscenza di aziende della zona che sono in cerca di personale.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 12 marzo 1999, n. 68 con relativi aggiornamenti – “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.
- Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62 (Riforma Disabilità)
- Decreto del Presidente della Repubblica 16 giugno 2023, n. 82 (aggiornamento D.P.R. 487/1994 sui concorsi pubblici)
- Decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509.
- Legge 12 giugno 1984, n. 222.
- Legge 27 maggio 1970, n. 382.
- Legge 26 maggio 1970, n. 381.
- Legge 26 dicembre 1981, n. 763.
- Legge n.407 del 23/11/98.
- Decreto del Ministero del lavoro n. 194 del 30 settembre 2021 – adeguamento sanzioni.
- Linee Guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità.
- Decreto Direttoriale n. 154 dell’11 settembre 2023.
ALTRI APPROFONDIMENTI E COME RESTARE AGGIORNATI
Vi invitiamo a leggere le novità introdotte dalla riforma della disabilità. A vostra disposizione mettiamo la guida con tutti gli incentivi per le aziende che assumono categorie protette.
È interessante anche scoprire quali sono gli aiuti per disabili attivi e le novità sulla disability card e il contrassegno per il parcheggio disabili in UE.
Potrebbero infine interessarvi le modalità di richiesta dei permessi legge 104 e dei congedi straordinari con Legge 104, nonché gli aiuti per disabili nelle scuole.
Inoltre, vi rimandiamo al nostro articolo che riassume tutte le novità sulla invalidità civile 2026 e alla guida sul Bonus grandi invalidi. Da leggere infine la guida relativa alla Carta europea della disabilità e quella su bonus caregiver.
Per scoprire altre interessanti novità sugli aiuti alle persone da questa pagina.
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Buonasera, mi chiamo Fabio Pellicani sono iscritto nelle liste delle categorie protette attualmente percettore di Naspi e cerco lavoro, sono residente a Genova Liguria
Sono iscritto nelle liste delle categorie protette cerco un lavoro
Purtroppo restano parole e basta. Per esperienza personale sono due anni che cerco lavoro e ai colloqui mi dicono mi dispiace anche se sono scritti nelle liste obbligatorie dell’arpal Umbria con obbligo di assunzione preferiscono pagare la sanzione e nessuna autorità fa niente ho anche chiamato l arpal ma dice che non può obbligare nessuno ad assumere ,Così noi cosiddetta categoria protetta rimaniamo soli nel nostro silenzio e depressione non ascoltati e nemmeno calcolati. P S. Scusate lo sfogo ma vi assicuro che è frustrante