Riforma concorsi pubblici 2022: cosa prevede

concorso, pubblico, ente, uffici

La riforma dei concorsi pubblici approvata dal Governo introduce nuove norme per rendere le procedure concorsuali più semplici e veloci, garantirne lo svolgimento in sicurezza con misure anti-covid.

Le regole al momento in vigore per la gestione delle selezioni pubbliche sono quelle introdotte dalla riforma dei concorsi pubblici prevista dalla legge di conversione del decreto Covid del 1° aprile 2021. Il decreto PNRR 2 ha apportato poi delle modifiche a queste regole, perseguendo però sempre l’obiettivo di rendere le procedure concorsuali più semplici e veloci.

In questa guida vi spieghiamo le norme attualmente in vigore per i concorsi pubblici 2022 alla luce delle novità normative.

RIFORMA CONCORSI PUBBLICI IN VIGORE NEL 2021 E 2022

L’articolo 10 della legge 28 maggio 2021, n. 76 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44 (c.d. decreto Covid) ha introdotto, infatti, nuove regole per i bandi di concorso pubblici. Tra le principali novità vi è l’introduzione delle prove digitali e selezioni rapide e trasparenti, in grado di rendere più veloce e semplice lo svolgimento dei concorsi.

In questo modo le Pubbliche Amministrazioni possono disporre di risorse qualificate e in breve tempo, grazie a procedure concorsuali più snelle. Inoltre consentono di premiare il merito e valorizzare i percorsi formativi e i titoli di studio per le figure di alta specializzazione. Si tratta di una nuova era per la PA, accompagnata anche da un nuovo decreto per il reclutamento nella PA che consente di attivare concorsi straordinari per selezionare le figure professionali necessarie all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 (c.d. decreto PNRR2), che introduce importanti novità per i concorsi pubblici e le assunzioni nella PA, ha introdotto una nuova riforma dei concorsi pubblici che andrà ad integrare e sostituire le norme introdotte con il decreto aprile 2021. Dunque queste ultime resteranno in vigore per le procedure già bandite e per alcuni dei prossimi concorsi in uscita, mentre le altre procedure concorsuali seguiranno le nuove disposizioni introdotte dal PNRR2, che potete leggere in questo approfondimento.

Vediamo in dettaglio le disposizioni per i concorsi pubblici introdotte dal decreto 1 aprile convertito in legge.

NUOVE REGOLE CONCORSI PUBBLICI

  1. Semplificazione delle prove, assicurandone comunque il profilo comparativo, nelle seguenti modalità:
    – svolgimento di una prova scritta e una prova orale nei concorsi per il personale non dirigenziale;
    – utilizzo di strumenti informatici e digitali, con possibilità di svolgere l’orale in videoconferenza;
    – valutazione dei titoli legalmente riconosciuti e strettamente correlati alla natura e alle caratteristiche delle posizioni a bando nei concorsi per i profili qualificati dalle amministrazioni ad elevata specializzazione tecnica, per l’ammissione alle successive fasi del concorso;
    – i titoli e l’esperienza professionale, compresi i titoli di servizio, possono concorrere alla formazione del punteggio finale fino ad un terzo dello stesso.


  2. Validità della laurea in scienze delle religioni (LM64) per l’insegnamento delle materie letterarie, al pari della laurea magistrale in scienze storiche (LM84), in scienze filosofiche (LM78) e in antropologia culturale ed etnologia (LM01).

  3. Possibilità di svolgere le prove in sedi decentrate e in maniera non contestuale, in base al numero dei candidati.

  4. Utilizzo degli strumenti informatici e digitali, e di prove decentrate e non contestuali, per i concorsi già banditi per i quali non è stata svolta alcuna prova.

  5. Per i concorsi già banditi ma senza lo svolgimento di prove si possono riaprire i bandi per prevedere una fase di valutazione dei titoli e, facoltativamente, anche delle esperienze professionali per l’ammissione alle successive fasi.

  6. Facoltà di svolgere una sola prova scritta e una eventuale prova orale per i concorsi da bandire durante il periodo di emergenza epidemiologica da covid-19.

  7. Le commissioni esaminatrici possono essere suddivise in sottocommissioni, con numero di componenti pari a quello delle commissioni originarie e la nomina di un segretario aggiunto e di un presidente per ciascuna sottocommissione.

  8. Sono esclusi dalle procedure semplificate i concorsi per il personale in regime di diritto pubblico, ex articolo 3 del Dlgs 165/2001, tra cui magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari, appartenenti al comparto sicurezza e difesa, personale della carriera diplomatica e prefettizia.

  9. In deroga alla normativa vigente, il 110° e il  111° corso di formazione iniziale per l’accesso alla qualifica di commissario della Polizia di Stato hanno la durata di 14 mesi e i commissari che superano l’esame finale e sono dichiarati idonei al servizio di polizia sono confermati nel ruolo con la qualifica di commissario, e ammessi a svolgere il tirocinio della durata di 10 mesi.

INFORMAZIONI E AGGIORNAMENTI

Come restare aggiornati sui concorsi che verranno aperti nei prossimi mesi? Per tutte le informazioni sulle assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni potete visitare la nostra sezione dedicata ai concorsi pubblici e la nostra pagina riservata ai prossimi concorsi in uscita.

Continuate a seguirci per restare aggiornati su tutte le novità, iscrivendovi gratuitamente alla nostra newsletter e al nostro canale telegram.

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
Leggi i commenti